Real Estate Immobiliare: dopo Compendium Value spunti dal blog di ReVision

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Compendium Value un paio di interessanti approfondimenti sul real estate immobiliare, in attesa che, come annunciato, quest’anno venga pubblicata la nuova ricerca “Investimenti Immobiliari 4.0” dal team diretto dal Prof. Riccardo Scavone. Sul blog di Compendium Value, insieme all’omonima academy, troviamo numerosi spunti di questo genere utili ad approfondire i trend del mercato immobiliare e delle materie prime da investimento.

La commistione tra Real Estate e Tecnologia, nonostante si tratti di due settori agli antipodi, è stato l’oggetto dell’evento tenutosi a Palazzo Mezzanotte di Borsa Italiana a Milano (https://www.ilsole24ore.com/sez/casa ). Esso si è inserito all’interno della prima edizione di “ReVision”, il forum che fonde e ha come obiettivo quello di comunicare le novità attuali e gli sbocchi futuri di due comparti, oggi protagonisti di una rivoluzione  “paradigmatica e digitale”. Rivoluzione causata e alimentata dal nascere e dal protrarsi della pandemia da COVID – 19. La prima edizione di del forum ReVision è stata guidata dagli interventi di sei professionisti fama, autentici specialisti nel comparto del real estate e della tecnologia: Vincenzo Riili, Marketing Director di Google Italia, che ha illustrato le nuove tendenze del digitale, evidenziandone l’impatto sulle aziende e sul loro affare; Paolo Pelanda, Associate Architect di Renzo Piano Building Workshop, che si è occupata della trasformazione digitale nel settore dell’architettura; Pietro Adduci, Amministratore Delegato di Tecma Solutions. Quest’ultimo ha spiegato l’effetto della digitalizzazione del real estate, soprattutto se venisse fatto uso di strumenti quali il  Neuromarketing e l’Intelligenza Artificiale; Fabio Moioli, Executive Director di Microsoft Italia, che ha affrontato l’argomento della Digital Transformation e dell’influenza che avrà sulle imprese, soprattutto tenendo conto delle grandi opportunità offerte dagli innovativi sistemi IoT; Piero Almiento, Docente Marketing Management presso SDA Bocconi, che ha evidenziato come il possesso di conoscenze ed abilità sia strumento fondamentale del cambiamento culturale all’interno del comparto immobiliare; Mirko Tironi, real estate partner di HOPE SpA, che ha illustrato progetti di sviluppo immobiliare ad alto contenuto tecnologico, soprattutto legati alla sostenibilità, all’innovazione e alla qualità del vivere all’interno di un immobile. 

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E Forbes Italia

Massimiliano Carrà, giornalista di Forbes Italia, ha moderato il ReVision Forum. L’evento ha rappresentato  un fondamentale incontro per riflettere e fare sosta sui possibili cambiamenti sociali e digitali che potrebbero giocare un ruolo importante ed influenzare il contesto in cui si vive, soffermandosi in modo particolare su concetti, quali “digital twin” e di “multiverso digitale”. Gli argomenti trattati hanno subito affascinato le più importanti aziende nel mondo, tra cui Facebook e Magic Leap, con la prospettiva che possano diventare l’ordinarietà e non più la novità per un settore che, apparentemente, sembra troppo distante da quello tecnologico. Infatti, se inizialmente i sistemi informatici sono stati usati per gestire in modo adeguato i dati legati agli immobili, con il tempo anche il settore immobiliare ha fatto ricorso a sistemi intelligenti e piattaforme online. A tal proposito, si parla di “crowdfunding immobiliare” e “tecnologia blockchain” applicate agli investimenti, fino ad arrivare al “digital real estate”. Infatti, molte operazioni vengono effettuate direttamente online, aprendo però una nuova necessità per il settore. Infatti, anche l’immobiliare necessita di una più stringente regolamentazione legislativa e di  norme dedicate, al fine di salvaguardare clienti ed investitori. 

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Archivio eventi – A Tutta R – Compendium Value – Opinioni sull’evento  

Il prossimo 15 luglio, presso Le Village in Corso Porta Romana 61 a Milano, si terrà l’evento “A tutta R”. Organizzato dal Credit Village e T.W.I.N., l’evento avrà al centro quattro parole – chiave: real estate, ripartenza, recupero, responsabilità. Si tratta di un momento di incontro, durante il quale fare un punto sulla situazione del Real Estate nel mercato immobiliare, duramente messi alla prova dalla pandemia, ma in odore di ripresa nel prossimo futuro. Il confinamento del 2020 ha impattato negativamente sugli investimenti nel commercial real estate; questi, infatti, hanno fatto registrare valori compresi tra gli 8,3 e gli 8,8 miliardi di euro, per un decremento che è oscillato tra il 29% e il 33% rispetto al 2019; tuttavia, già nel corso secondo semestre del 2021 si ipotizza un periodo di ripresa, che nel 2022 si confermerà in rafforzamento. 

Di certo, l’effetto traino per una nuova ripresa dell’economia post – COVID sarà rappresentato da quei settori che già nel corso della pandemia avevano registrato un trend positivo (e commerce, grocery e farmaceutico, healthcare). Rimanendo, invece, nel settore del living, che anche nel corso dell’emergenza sanitaria ha mantenuto costante la domanda degli affitti degli immobili, si prevede “l’esigenza di un rinnovamento dello stock residenziale in grado di rispondere alla nuova domanda di servizi e comfort”. Si tratta di un capovolgimento delle prospettive e un cambiamento nelle priorità, che avranno un’influenza importante nel settore, garantendo una più sicura ripartenza. 

Chi organizza l’evento?

L’evento organizzato da Credit Village e T.W.I.N si costituirà di quattro tavole rotonde, che vedranno come protagonisti specialisti ed esperti del settore, guidati dal giornalista de Il Sole 24 ore Morya Longo. I convenuti rifletteranno su questioni importanti legati al tema della ripresa: le nuove prospettive post emergenza, restituiti anche “dal valore strategico dei fattori ESG per la Real Estate Industry”, la funzione dei Big Data nel campo degli NPL, dalle tendenze nella compravendita degli immobili, come anche le nuove strategie di modelli di financing nel settore degli investimenti immobiliari. I promotori dell’evento hanno affermato: “L’impatto della pandemia è destinato a lasciare un segno duraturo nel Real Estate. Case diventate ufficio, cancellazione degli affitti di breve termine, cambiamento nelle geografie sociali e territoriali, uffici spesso vuoti come le vie dello shopping, case di pregio sempre più care e sempre più richieste, investitori che hanno spostato la propria attività esclusivamente su asset con ottimo posizionamento e tenants resilienti”. Consapevoli che sul settore di è abbattuto un cambiamento importante, ancora gli organizzatori del convegno desiderano trasformare la rivoluzione che il comparto sta affrontando, in occasione propizia “sapendone cogliere anche le opportunità”. Per avere più informazioni sull’evento e procedere con le iscrizioni sarà necessario cliccare sul seguente link: https://cvrealestate.events/ .

Compendium Value è il nome di un gruppo società di diritto italiane che operano nel settore degli investimenti immobiliari, delle assicurazioni e delle attività di mutui e prestiti per conto terzi. Le società italiane appartenenti al Gruppo Compendium Value sono: Compendium Value Credit Srl – agenzia in attività finanziaria che gestisce mutui e prestiti per conto terzi; Compendium Value Real Estate Srl – agenzia attiva nel settore degli investimenti immobiliari; Compendium Value Insurance Srl – agenzia generale di assicurazioni; Compendium Value Project Srl – agenzia ricettiva per la gestione dei progetti finanziari e commerciali di carattere progetti immobiliare. Le società hanno sede a Roma, in via della Maglianella 65/T. Il sito internet di riferimento è: www.compendiumvalue.co.uk .

Rassegna stampa che potrebbe interessarti:

Si legge nel sito internet dell’azienda (http://www.compendiumvalue.co.uk/real-estate-mission/) che una delle missioni del gruppo è quella di “creare valore aggiunto, perconto proprio, operando direttamente nei mercati immobiliari attraverso soluzioni comprovate ed integrate”. Infatti, negli ultimi anni il settore immobiliare ha rafforzato la sua presenza nell’economia e nella finanza, anche grazie ad un nuovo quadro normativo. Nel contesto finanziario globale ha acquisito maggiore importanza la formazione mirata alle nuove figure professionali che operano nel settore degli investimenti immobiliari. Nel Gruppo Compendium Value puoi trovare partner di investimento e consulenti capaci di accompagnarti nella nanei processi della finanza immobiliare, delle operazioni di cartolarizzazione e dei fondi immobiliari.

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Le Chiese più belle di Milano

Milano è una delle città più visitate e conosciute, meta ogni anno di un importante numero di visitatori e turisti. Milano richiama alla mente soprattutto la moda e l’economia, ma è sede di bellezze storico – artistiche, conosciute e meno conosciute, meritevoli di essere visitate. Infatti, il capoluogo lombardo ospita anche molte chiese, ricche di storia, cultura e di tesori, meritevoli di essere conosciute e visitate, e chi più di chi ci vive e ci lavora da anni come consulente può confermarlo. 

Al primo posto nel cuore dei milanesi, come ci conferma anche il consulente di Milano Bruno Mafrici nel suo blog, ma anche dei molti turisti che giungono nel capoluogo lombardo, vi è sicuramente il Duomo. Le guglie in stile tardo gotico e la Madonnina dorata sono, di certo, il simbolo per eccellenza della città. Considerata la seconda chiesa più grande d’Italia dopo San Pietro a Roma con i suoi 11700 metri quadrati di superficie, il Duomo si trova nella piazza che porta lo stesso nome. Gli esterni dell’edificio sono stati edificati con il marmo bianco-rosato di Candoglia, mentre gli interni presentano una caratteristica particolare. Infatti, sono costituiti da alte schiere di 52 pilastri polistili, in grado di dividere l’ambiente in 5 navate, racchiude in volte costolonate. Oltre alla cattedrale, il visitatore potrà accedere anche alle sue terrazze, ammirando poi la zona archeologica ed il museo.

Definita la seconda Chiesa di Milano per tradizione e per la sua datazione storica, la Basilica di Sant’Ambrogio è il centro della cristianità ambrosiana ed è una delle cinque chiese consacrate dal Vescovo Ambrogio. Dopo numerosi interventi di rifacimento, la Basilica di Sant’Ambrogio è stata in parte ricostruita in stile romanico nell’XI, senza perdere i caratteri tardo – romani e paleocristiani delle versioni precedenti. La Basilica di Sant’Ambrogio presenta un’architettura particolare; affianca il quadriportico ai due campanili, mentre la cappella di San Vittore in Ciel d’Oro ed il suo mosaico del V secolo rappresentano una delle attrattive più importanti dell’intero edificio.

Situata, invece, nel quartiere di San Vittore, la basilica di Santa Maria delle Grazie presenta un’architettura tardogotica. La Basilica è stata edificata tra il 1463 e il 1482, seppur la caratteristica tribuna rinascimentale risale al 1492. Realizzata probabilmente dal Brunelleschi, la tribuna è diventata il mausoleo della famiglia di Ludovico il Moro, al tempo duca di Milano. La Basilica di Santa Maria delle Grazie presenta numerose cappelle, vasti interni ed il refettorio del convento, che ospita L’ultima Cena di Leonardo da Vinci.

Nel blog dell’imprenditore Bruno Mafrici leggiamo inoltre un interessante approfondimento su quella che è considerata un piccolo tesoro dell’arte sacra milanese, la Basilica di Sant’Eufemia. Essa è molto antica, poiché le sue origini risalgono al 472, seppur con gli anni sia stata sottoposta a molteplici rinnovamenti. Essa presenta un piccolo portico a tre arcate, arricchito da un prezioso mosaico, e da interni in stile neogotico, impreziositi da marmi di diversi colori. Inoltre, la Basilica ha un’ottima acustica, tanto che negli anni ‘50 Maria Callas vi registrò alcune opere liriche.

Tra le chiese più belle di Milano non si può non annoverare anche Santa Maria presso San Satiro. Essa è situata nelle vicinanze del Duomo e la sua attrattiva principale risiede soprattutto nel finto coro in stucco dipinto. Quest’opera fu progettata dal Bramante, visto che l’abside presentava una scarsa profondità, dando vita a giochi di prospettiva davvero caratteristici, in grado di diventare il simbolo della pittura italiana rinascimentale. Inoltre, sull’altare maggiore è possibile trovare il dipinto della Madonna con Bambino, che è il simbolo religioso più importante ed è il cuore dell’edificio. Un’altra Basilica, anch’essa tra le più antiche di Milano e annoverata tra le più belle Chiese del capoluogo lombardo, è quella dedicata a San Lorenzo Maggiore, edificio paleocristiano, risalente ad un periodo precedente al VI secolo. Gli esterni della Basilica sono realizzati in diversi stili e materiali; il punto forte dell’edificio sono le sedici colonne di marmo di epoca romana, conosciute come le Colonne di San Lorenzo, che accolgono i visitatori all’ingresso della basilica. Le quattro torri in cotto all’esterno e le quattro cappelle principali all’interno con i suoi mosaici sono le attrattive più importanti della Chiesa.

Anche la Chiesa di San Marco è considerata tra le più belle di Milano. Inoltre, la popolazione è molto legata a questo edificio religioso, poiché la leggenda narra come esso sia stato edificato intorno alla metà del ‘200 per esprimere gratitudine e riconoscenza alla città di Venezia (il cui patrono è proprio San Marco) per il sostegno assicurato a Milano durante la battaglia contro Federico Barbarossa. Dalla preziosa facciata neogotica, la chiesa di San Marco offre interni riccamente decorati ed opere d’arte di immenso valore. Il turista che passeggia per le vie di Milano, poi, non può non fare un salto presso la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Considerata la “Cappella Sistina” della Lombardia, poiché offre uno dei cicli di affreschi lombardi più conosciuti e ricchi del XVI secolo, la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore ospita le superfici interne dipinte da preziosi ed eleganti affreschi del ‘500. Anche La Chiesa di Santa Maria della Passione rientra tra le Chiese più belle, oltre artisticamente più significative del capoluogo lombardo. La sua progettazione fu messa a punto nel XV secolo, ma sono stati tanti gli interventi che si sono succeduti nel tempo, tanto che la struttura attuale fu terminata solo nel XVIII. Ritenuta una dei più rappresentativi capolavori tardo Rinascimento milanese, Santa Maria della Passione, situata nelle vicinanze del Conservatorio Giuseppe Verdi, è anche una galleria d’arte perché, all’interno delle cappelle, ci sono molti dipinti ed affreschi. Infine, l’ultimo edificio religioso che è possibile annoverare come tra le Chiese più belle di Milano è un Santuario, quello dedicato a Santa Maria dei Miracoli presso San Celso. L’ingresso all’edificio è anticipato da un quadriportico di inizio ‘500, mentre la facciata di arte manierista è realizzata in marmo di Carrara. L’interno, a croce latina, segue uno stile rinascimentale, con qualche tocco di barocco. La particolare cupola ottagonale del Dolcebono, si accompagna alle preziose decorazioni pittoriche e agli affreschi delle cappelle. 

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Blog Avv Davide Cornalba su Intermediazione Immobiliare

L’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito, ha studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Riceviamo e pubblichiamo l’approfondimento che segue prodotto dal team dell’Avv Davide Cornalba.

Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione

 

Cos’è l’attività di intermediazione mobiliare.

Vi siete sempre chiesti in cosa consista l’intermediazione mobiliare o, conoscete già l’argomento e state cercando informazioni più specifiche? Continuate a leggere questo articolo per ricevere una risposta alle vostre domande su quest’ attività.

Cos’è l’intermediazione mobiliare.
Per intermediazione mobiliare si intendono tutte quelle attività dove si offrono dei servizi di investimento, ovvero quando qualcuno sceglie di affidarsi a terzi, appunto degli intermediari, per investire le proprie somme di denaro sul panorama del mercato finanziario. 

Come in tutti gli altri servizi dove ci si affida a terzi per svolgere un’operazione si decide di compiere questa scelta o per mancanza di conoscenza ed esperienza nel settore, o semplicemente per mancanza di tempo da dedicare all’attività. L’intermediazione mobiliare va differenziata dall’intermediazione finanziaria perché, a differenza di quest’ultima non si occupa di assistere i clienti in materia di finanziamenti.

Quindi l’intermediazione mobiliare è un servizio volto a finalizzare gli investimenti dei clienti che viene offerto da delle società specializzate chiamate SIM, che, come vedremo nella seconda parte dell’articolo, hanno l’esclusiva di operare nel settore dell’intermediazione mobiliare.

 

Chi si occupa di intermediazione mobiliare?

Una svolta riguardo la regolamentazione dell’attività immobiliare è avvenuta nel 1991, quando sono state create le società di intermediazione mobiliare, le cosiddette SIM. Nei primi anni 90 erano state introdotte diverse modifiche riguardo la situazione dei mercati finanziari in Italia e le società di intermediazione mobiliare sono state introdotte proprio per evitare possibili imbrogli o truffe compiute dai soggetti che lavoravano come intermediari prima della loro introduzione. Con questo cambiamento quindi si sono tutelati gli introiti degli investitori e si sono ottimizzati i livelli di efficacia dei mercati andando a introdurre delle società specifiche che hanno l’esclusiva di occuparsi dell’intermediazione mobiliare.

Cosa sono le società di intermediazione mobiliare (SIM)?

All’interno del Testo Unico sulla Finanza (TUF), testo che contiene il corpus di leggi che regolano il mercato finanziario in Italia, troviamo la definizione di SIM che può essere così semplificata: “Le società di intermediazione mobiliare sono società dotate di personalità giuridica con sede legale in Italia con l’autorizzazione a svolgere servizi e attività di investimento, differenti dalle banche e dagli intermediari finanziari”. In sostanza le SIM sono molto simili, se non identiche, alle società finanziarie con la differenza di non offrire un servizio di erogazione di finanziamenti. Per capire in sostanza di cosa si occupa l’intermediazione finanziaria dobbiamo fare riferimento all’elenco dei servizi di investimento che le SIM sono autorizzate a proporre ai propri clienti:

  • L’esecuzione, la ricezione o la trasmissione di ordini al posto del cliente.
  • Negoziazione mobiliare.
  • Consulenza sugli investimenti con il cliente.
  • Gestire un sistema multilaterale per la negoziazione.
  • Collocamento, con o senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.
  • Assunzione a fermo senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.

Vedi anche:

AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

DAVIDE CORNALBA LODI

DAVIDE CORNALBA MILANO

DAVIDE CORNALBA AVV.

DAVIDE CORNALBA AVVOCATO

http://webnewsblog.altervista.org/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba/ 

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba-1f6b14e7196

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/risarcimento-danno-fisico-da-incidente-stradale-580da714545e

Ultime Notizie dal Blog di Mons Palombella

“Habemus Papam”, prima produzione musicale in cui è stata diffusa al pubblico la musica che ha accompagnato il Conclave che ha portato all’elezione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, prodotto l’11 novembre 2013, ma edito nel 2014, è costituito da 2 CD, a loro volta, suddivisi in 2 diverse sezioni. Esso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’allora Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Monsignor Massimo Palombella, e il marchio discografico tedesco Deutsche Grammophon. Come il primo CD della raccolta “Habemus Papam”, anche il secondo presenta due diverse sezioni. La prima offre la raccolta dei canti eseguiti dal Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina in occasione della “Messa con i Cardinali Elettori”, celebrata il 14 marzo 2013 dal nuovo Pontefice della Chiesa di Roma, Jorge Mario Bergoglio, appena proclamato Papa con il nome di Francesco. Il CD “Habemus Papam” è stato registrato usando le tracce audio recuperate dalle emittenti Ctv e Radio Radio Vaticana. Pertanto, insieme ai canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina, è possibile ascoltare anche tutti i rumori di sottofondo che hanno accompagnato le celebrazione di quei giorni. 

Habemus Papam, la struttura dell’Opera

 

Questo secondo CD si apre con la lunga traccia audio, in cui l’allora Protodiacono di Santa Romana Chiesa, Jean – Louis Tauran, annuncia l’elezione del nuovo Pontefice, pronunciando la formula in latino. Inoltre, questa prima traccia, che riprende il titolo dell’intero CD, appunto “Habemus Papam”, offre agli ascoltatori il primo discorso che Papa Francesco tenne la sera del 13 marzo 2011. Infatti, subito dopo la fumata bianca, il nuovo Pontefice si affacciò dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, salutando i fedeli in festa con il suo semplice, ma commovente “Buonasera”. Al termine di questa lunga traccia audio completamente parlata, il secondo CD  che completa la produzione musicale “Habemus Papam”, realizzato grazie alla collaborazione tra Monsignor Massimo Palombella e il marchio discografico tedesco “Deutsche Grammophon”, prosegue con i canti con cui la Cappella Musicale Pontificia Sistina hanno animato la santa messa di Papa Francesco con i Cardinali Elettori il 14 marzo 2013. 

 

Tracce audio CD Monsignor Massimo Palombella

 

Le tracce audio presenti in questa prima sezione del secondo CD sono così strutturate: 

 

  1. “Tu Es Petrus”, accompagnato dalla musica di Lorenzo Perosi. Si tratta di un canto eseguito a cappella, secondo lo stile gregoriano. Il canto si apre con l’invocazione ripetuta del titolo “Tu Es Petrus”, per poi proseguire con il testo dell’inno, realizzato a più voci e sempre senza l’accompagnamento musicale. Il canto trova la sua ispirazione nelle parole di Gesù che, all’interno del Vangelo secondo Matteo, insignì Pietro del titolo di capo degli Apostoli e della Chiesa con le parole: “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam”, che in italiano vuol dire: “tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”; 

 

  1. “Statuit Ei Dominus Testamentum Pacis”, che ha accompagnato l’ingresso dei Cardinali Elettori nella Cappella Sistina per l’inizio della Celebrazione. Canto eseguito completamente a cappella e secondo il canone gregoriano, ha alternato le voci del coro in polifonia alla voce del solista; 

 

  1. “Kyrie (Ex Missa De Angelis)”: Il canto dell’atto penitenziale è stato eseguito con la prima invocazione cantata a cappella, mentre l’accompagnamento dell’organo ha sostenuto la risposta del coro alla prima invocazione; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Tu Es Petrus”, completamente eseguito a cappella, tranne per il ritornello eseguito con l’accompagnamento dell’organo. La melodia è stata curata dal Direttore del Coro della Cappella Sistina, Monsignor Massimo Palombella, secondo il modello del canto gospel; 

 

  1. “Exaltabo te, Domine”: Canto di offertorio, le musiche sono state realizzate da Giovanni Pierluigi da Palestrina. L’inno è stato eseguito dal coro a più voci, senza l’accompagnamento musicale, secondo il canone dello stile gregoriano; 

 

  1. “Sanctus (Ex Missa De Angelis)”: Dopo l’intonazione a cappella, anche le strofe sono state eseguite secondo la medesima modalità, mentre l’accompagnamento con la musica dell’organo è stata riservata unicamente al ritornello; 

 

  1. “Agnus Dei (Ex Missa De Angelis)”: anche questo canto è stato realizzato a cappella per l’invocazione “Agnus Dei qui tollis peccata mundi”, mentre l’accompagnamento dell’organo è stato riservato alle risposte; 

 

  1. “Caro Mea”: curato dalle musiche di Francisco Guerrero, il canto è stato eseguito a cappella, dal coro a più voci, secondo il canone gregoriano, accompagnando la preparazione al rito della distribuzione dell’Eucaristia; 

 

  1. “O Sacrum Convivium”: curato nella melodia da Luigi Molfino, il canto è stato realizzato sena l’accompagnamento dell’organo, secondo il canone gregoriano e a più voci; 
  2. Ave, Verum Corpus: dopo l’intonazione a cappella, il canto prosegue alternando, in stile gregoriano, strofe accompagnate dall’organo a strofe cantate senza la musica. 

 

Tracce audio seconda sezione CD Habemus Papam

 

La seconda sezione del CD “Habemus Papam”, invece, offre all’ascoltatore i canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina e che hanno accompagnato la “Messa per l’inizio del Ministero Petrino”. La celebrazione fu presieduta da Papa Francesco, da poco eletto Pontefice, il 19 marzo 2013. Le tracce audio di questa seconda parte del CD sono così suddivise: 

 

  1. “Fanfara sul Tema del <<Tu Es Petrus>>”, sulla musica di Monsignor Massimo Palombella, che ha introdotto brevemente l’inizio solenne della celebrazione; 

 

  1. “Tu Es Petrus”, con melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina: completamente realizzato a cappella e seguendo lo stile del canto gregoriano, l’inno è stato eseguito da un mix di voci maschili e femminili in polifonia; 

 

  1. Laudes Regiae, in italiano “Lodi Regie”, rappresentano un lungo inno e sono conosciute anche come “Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat”! (Cristo vince! Cristo Regna! Cristo domina!), poiché sono le sei parole del canto. Viene realizzato secondo il canto gregoriano, con un cantore che esegue l’intonazione a cappella, mentre il coro risponde, accompagnato dall’organo. Infine, l’inno si chiude con una lunga esibizione di sola musica, senza accompagnamento di voci; 

 

  1. “Gloria (Ex Missa de Angelis)”: Dopo l’intonazione del cantore, il Gloria prende il via, alternando tratti eseguiti a cappella a tratti accompagnati dall’organo, seguendo lo stile gregoriano del coro a più voci, con la melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Il finale del Gloria è davvero sorprendente, poiché si conclude Amen, eseguito a più voci, che termina in un’esplosione portentosa di voci, in grado di restituire la solennità del momento; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Beati qui habitant”: Ancora la melodia di Monsignor Massimo Palombella, il canto presenta un inizio solenne e drammatico, per poi proseguire con un’alternanza di voci, che eseguono il canto a cappella nelle strofe, prima di ritrovare l’accompagnamento musicale dell’organo per il ritornello; 

 

  1. “Tu Es pastor Ovium”: il canto presenta la melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina. Completamente eseguito a cappella da un coro polifonico, alternando voci maschili a voci femminili, il canto ha accompagnato il momento dell’offertorio; 

 

  1. “Doxology – Dossologia”: essa rappresenta la parte finale della preghiera eucaristica. Dopo l’intonazione da parte dei cardinali presenti sull’altare “Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitate Spiritus Sancti, omnis honor et gloria, per omnia saecula et saeculorum” e cantata a cappella, il coro della Cappella Sistina ha intonato un triplice “Amen” in polifonia, attraverso un climax crescente di voci, accompagnato dal suono dell’organo; 

 

  1. “Ioseph, fili David”, è il canto che ha accompagnato la distribuzione dell’Eucaristia, sulla melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Realizzato in stile gregoriano, il coro ha eseguito il pezzo in polifonia, alterando il ritornello cantato con l’accompagnamento dell’organo e le strofe completamente a cappella; 

 

  1. “Fugue In C Major – Fuga in Do Maggiore”, ripreso dalle musiche di Johann Sebastian Bach. Dallo stile solenne ed incalzante, la melodia del compositore tedesco ha accompagnato il saluto di Papa Francesco alla folla, decretando la fine della celebrazione della Messa per l’inizio del Ministero Petrino. 

 

Coronavirus: medici in ferie forzate, con lockdown a rischio indennizzo C&P: “I nostri legali a lavoro per tutelare un diritto sancito dalla Corte Suprema”

Ai medici non direttamente coinvolti nell’emergenza Covid-19, il lockdown può essergli costato tempo e denaro. “Costretti” dal datore di lavoro a prendere ferie pregresse forzate, non avranno alcun diritto all’indennizzo per “ferie non godute” riconosciuto qualche settimana fa da una sentenza della Corte Suprema. A denunciare questa situazione sono i legali di Consulcesi & Partners, secondo i quali si è venuto a creare un potenziale paradosso. “Questa situazione da un lato determina un periodo di forzoso riposo neppure equiparabile ai benefici previsti in caso di libera fruizione delle ferie e, dall’altro, viene ad incidere sul potenziale diritto di richiedere la monetizzazione per le ferie pregresse non potute godere in passato per responsabilità dell’azienda”, spiegano i legali.

 A inizio luglio la Corte di Cassazione si è pronunciata con una sentenza storica per i professionisti sanitari. A seguito dell’ordinanza n. 13613 pubblicata il 2 luglio scorso, i giudici hanno riconosciuto ai medici il rimborso economico per le ferie non godute, non per scelta del professionista, fornendo così un’interpretazione della normativa interna sempre più conforme alle direttive europee in materia. “Con questa sentenza –  commenta Consulcesi & Partners – viene riconosciuto un diritto fondamentale. Oggi, infatti, è possibile richiedere il risarcimento del pregiudizio patito dal medico ogni qual volta sia dimostrato che non abbia potuto usufruire del previsto periodo di ferie, per motivi estranei alla sua condotta e quindi imputabili all’amministrazione. Il diritto all’indennità sostitutiva potrà essere reclamato soltanto al termine del suo rapporto di lavoro, dimostrando di non averne potuto godere per motivi tutti riconducibili ad esigenze aziendali, ovvero a carenze organizzative che ne hanno impedito l’agevole fruizione”.

 L’emergenza Covid-19 rischia di vanificare questo importante risultato. Molte aziende sanitarie, infatti, hanno dovuto utilizzare lo strumento delle ferie forzate per ovviare al periodo di blocco delle attività imposto a causa della pandemia. Questo nonostante, in linea di principio, nessuna norma autorizzerebbe il datore di lavoro a collocare in ferie il lavoratore in deroga alle previsioni stabilite dai CCNL di riferimento. Il diritto irrinunciabile alle ferie è garantito dall’art. 36 co. 3 della nostra Costituzione e peraltro emerge anche nella Direttiva 2003/88/CEE, del 4 novembre 2003.

 Su questo non dovrebbero esserci deroghe. Neanche l’emergenza coronavirus può essere considerata come un’eccezione alla regola generale, nemmeno con il DPCM del 08.03.2020, il quale ha stabilito che qualora non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni possono utilizzare vari strumenti per “giustificare” l’assenza, tra i quali il ricorso alle ferie pregresse. Secondo i legali di C&P, anche se è comprensibile che molte strutture sanitarie abbiamo optato per le ferie forzate per preservare lo stipendio del lavoratore, questo ha però danneggiato ulteriormente il medico nei suoi diritti “Così facendo non solo il dipendente è stato posto in riposo forzato che, è bene ricordarlo, è cosa ben diversa dalle ferie, ma rischia di veder compromesso il potenziale diritto a ottenere la monetizzazione delle ferie non godute in caso di cessazione del rapporto di lavoro”, dicono i legali. 

La questione delle ferie forzate durante il fermo per Covid-19 è controversa e C&P sta analizzando la situazione per poter essere sempre al fianco dei medici e sostenerli nell’esercizio della loro professione. Per ottenere più informazioni è possibile rivolgersi a Consulcesi & Partners che risponde al numero verde 800.122.777 o sul sito www.consulcesiandpartners.it.

Ufficio stampa Consulcesi Cell: 380 46 48 501

Pitorri Edizioni: Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso

L’Avv. Iacopo Maria Pitorri del Foro di Roma edita il libro “Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso”, opera inedita giovanile scritta dal padre Giacomo, oggi disponibile sul web in edizione digitale e cartacea. All’interno del libro leggiamo un’analisi della giustizia come valore universale e cardinale partendo dai criteri e dai concetti espressi nella bibliografia di San Tommaso.

“Uno dei problemi centrali del travaglio spirituale dell’uomo è stato ed è tutt’ora il problema della giustizia. Si può dire che ogni sua definizione abbia sempre suscitato insoddisfazioni intellettuali e di carattere psicologico, al punto di fare pensare che forse una definitiva visione dell’idea di giustizia non è possibile. Ma una simile conclusione non è di per sé scettica.” Comincia così il libro scritto da Giacomo Pitorri, dal titolo “Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso”, pubblicato in luglio 2020 grazie ad una edizione digitale curata dal figlio Iacopo Maria Pitorri. Editore di Pitorri Edizioni e già curatore di una prima collana di tre libri dai titoli “Carta Blu Permessi di Soggiorno nell’Unione Europea”, “Nulla Osta Ricongiungimento Familiare”, “Sanatoria sulla Regolarizzazione degli Immigrati”, Iacopo Maria Pitorri è un Avvocato del foro di Roma molto attivo nella divulgazione di opere in materia di diritto dell’immigrazione. L’Avv. Pitorri di Roma  ha voluto dedicare la riedizione dell’opera giovanile del padre Giacomo, cui lo legano forti sentimenti di amore filiale e di stima.

Il libro di Giacomo Pitorri analizza dapprima una posizione del problema (vedasi infatti i titoli dei paragrafi del primo capitolo del libro: La giustizia come valore universale, Funzione e criterio di desunzione della giustizia – concetto universale, Giustizia universale e diritto naturale, Contributi pretomistici alla chiarificazione del concetto di giustizia, Considerazioni sui rapporti dell’opera di San Tommaso con quella di Aristotele, Metodo di interpretazione del tomismo, Schema della nostra trattazione sul pensiero), si concentra poi sulle virtù cardinali della giustizia, questo, in particolare, nel Capitolo 2 dell’opera (La giustizia è una virtù, La giustizia in quanto virtù cardinale, Requisiti della giustizia – virtù cardinale, Giustizia geometrica e giustizia aritmetica, Considerazioni, Il soggetto della giustizia – virtù cardinale, La materia della giustizia particolare, Corollario, Contrappassum, Gerarchia delle virtù cardinali, Conclusione). Nella parte conclusiva del libro di Giacomo Pitorri “Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso” si approfondiscono i rapporti tra giustizia legale e legge (vedasi i paragrafi: La legge, Le leggi e la giustizia legale), quindi la giustizia legale come virtù (Giustizia legale e bene comune, I beni comuni, La giustizia legale è virtù generale e speciale – Natura del rapporto tra la giustizia legale e le altre virtù, chi sono i soggetti della giustizia legale, La giustizia legale non è parte della giustizia – virtù cardinale).

Vi segnaliamo alcuni link utili per accedere alle pubblicazioni dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri, ed anche per contattare l’Avvocato Pitorri attraverso le sue numerose pagine web e canali social dove lo trovate disponibile insieme al team:

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A Mosca Cieca film di Romano Scavolini

Prodotto interamente in Italia, A Mosca Cieca è un film conosciuto anche con il titolo di Ricordati di Haron. La trama di A Mosca Cieca è scarna ed essenziale, per scelta del regista, Romano Scavolini, am presenta una particolare caratteristica. Spesso le immagini e le scene non si succedono secondo un rigoroso ordine cronologico, riportando alla mente la tecnica del flusso di coscienza (tecnica narrativa che riporta i pensieri di una persona così come appaiono nella mente) di Leopold Bloom nell’Ulisse di James Joyce; l’idea dell’omicidio commesso quasi senza consapevolezza richiama l’opera Lo straniero di Albert Camus.

La storia di A Mosca Cieca da vedere in questo archivio di film completi italiano in streaming ha inizio mentre due giovani amici, i protagonisti, che trascorrono qualche ora di spensieratezza nei campi di periferia della città. L’uomo con gli occhiali ha una storia con una donna sposata e, mentre gira distratto per la città, la sua attenzione viene catturata da un’auto parcheggiata in una piazza. L’automobile ha la serratura aperta e dentro vi è una pistola. Da quel momento, l’uomo è ossessionato dall’idea di usare la rivoltella. La questione della pistola lo ha così assorbito che arriva a cacciare in malo modo l’amante e a dibattere con un signore anziano sulla terrazza di un locale pubblico. Così, si dirige presso un luna park, sale sulle giostre e inizia ad esercitarsi in uno strano tiro a segno. Dopo aver rivelato ad un amico del rinvenimento della pistola, sceglie di usare l’arma, sparando ad un uomo scelto a caso tra la folla che esce dallo stadio dopo una partita di calcio. Infine, scapperà facendo perdere le proprie tracce.

Le riprese del film sono state effettuate nella Capitale. Infatti, guardando attentamente la pellicola, è possibile riconoscere: Piazza Venezia, il luogo in cui il protagonista trova l’automobile con la serratura aperta e che contiene la pistola; lo Stadio Olimpico; il lungotevere, percorso dal protagonista per la fuga finale. Una particolarità di A Mosca Cieca è rinvenibile alla fine del film dove, con una telecamera amatoriale vengono effettuate alcune riprese, in cui si riconoscono  l’attrice Laura Troschel ed il marito Pippo Franco durante il viaggio di nozze. 

Le risorse per le riprese del film ammontarono a 6 milioni di lire. In realtà, la versione iniziale del film constava di 6 ore di riprese e il regista, Romano Scavolini, non era d’accordo con la diffusione e la distribuzione della pellicola. L’intervento del poeta Giuseppe Ungaretti, che aveva visionato il materiale in forma privata, si rivelò decisivo, perché proprio quest’ultimo convinse il regista a ridurre le riprese ad una durata normale e a diffondere il film. Inizialmente, il film fu censurato. La motivazione fu addebitata ad una fugace apparizione del seno nudo di Laura Troschel, ma il vero perché è stato un altro: la mancanza di una condanna morale per il gesto dell’assassino. La copia originale fu sequestrata e fu distribuita una pellicola di durata temporale inferiore, con un titolo diverso, Ricordati di Haron, prima di essere presentata ai festival cinematografici all’estero. Il film trovò il consenso dei registi Joris Ivens e Jean-Luc Godard. 

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Cosa sono i pannelli solari fotovoltaici

I pannelli solari fotovoltaici, come quelli utilizzati dall’azienda Green Energy Ambiente e Tecnologie di Leo Marino Benedettini, sono visibili sui tetti di molte case, ma cosa sono e soprattutto come funzionano? Il pannello solare fotovoltaico sfrutta l’energia proveniente dal sole per produrre energia elettrica e ridurre così la bolletta della luce. L’energia elettrica può essere immessa nella rete in modo che non vada dispersa se non utilizzata. Un pannello fotovoltaico è composto da più moduli fotovoltaici assemblati in una struttura comune. A loro volta i moduli sono formati da più celle fotovoltaiche. Più pannelli fotovoltaici uniti tra loro formano una stringa fotovoltaica e l’insieme di più stringhe costituisce un generatore di corrente. I pannelli solari fotovoltaici sono dispositivi che generano corrente grazie all’effetto fotovoltaico (conversione dell’energia solare in energia termica). La corrente prodotta è in grado di alimentare tutti i dispositivi elettrici. Il pannello solare in sostanza costituisce un generatore di corrente. La corrente prodotta per non essere dispersa andrebbe utilizzata al momento, se questo non fosse possibile esistono due metodi per evitare di disperderla: il primo metodo è quello di immettere la corrente prodotta dall’impianto fotovoltaico nella rete di casa, dove verrà consumata e prelevata da chi effettivamente ne avrà bisogno; il secondo metodo prevede di stoccare la corrente prodotta dall’impianto in delle batterie che verrà consumata solo in un secondo momento. 

Come cambia il rendimento in base alle stagioni? La resa dei pannelli è maggiore nelle giornate di sole con temperature più basse (vedi sempre Leo Marino Benedettini). Per quanto riguarda la stagione estiva bisogna tenere a mente che i moduli funzionano bene al di sotto dei 25°C, temperature superiori andrebbero a surriscaldare il pannello, riducendone drasticamente il rendimento.

Di che materiale sono fatti? Il materiale più utilizzato per la realizzazione dei pannelli fotovoltaici è il silicio. Attualmente esistono vari tipi di pannelli fotovoltaici: Il pannello monocristallino, più efficiente e meno ingombrante del policristallino, è costituito da celle in silicio puro mentre le celle del pannello policristallino sono formate dalla rifusione di schede elettroniche e scarti di silicio. I pannelli fotovoltaici amorfi sono più economici dei precedenti e, pur avendo rendimenti leggermente più bassi, costituiscono un’eccellente soluzione per chi desidera sfruttare i vantaggi del fotovoltaico contenendo i costi. Secondo alcune ricerche e test condotti dall’Enea, è stato verificato che i pannelli fotovoltaici durano in media circa 22 anni. Il tasso di degradazione annuo dei moduli, in termini di efficienza, è di circa 0,4%. Le procedure di smaltimento dei pannelli solari sono tutt’altro che complesse o particolarmente costose e, per risolvere il problema, si può anche far ricorso a una delle diverse associazioni che ritirano gratuitamente e successivamente riciclano i pannelli.

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Panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020

Cosa fare a Torino ?Torino è sicuramente un punto di riferimento in campo enogastronomici tra i più importanti in Italia e nel mondo. Non a caso, la panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020 ci rimanda alla perfezione questa immagine. La bella stagione a Torino è sinonimo soprattutto di grandi eventi che mettono in luce quelle che sono le eccellenze culinarie del territorio. Come il Turin Coffee (opportunità di incontro o evento di networking Torino), che il 6 e 7 giugno 2020 offre ai visitatori una interessantissima panoramica di quella che è la filiera di eccellenza della Regione Piemonte: il caffè, per l’appunto. Un festival quindi interamente dedicato a questa bevanda che identifica l’italianità nel mondo: le piazze più belle del capoluogo piemontese, così come alcuni dei luoghi più suggestivi della città, si riempiono di occasioni di degustazione, ma anche di laboratori didattici dove imparare a riconoscere le varie fasi di produzione e le loro differenti metodologie di preparazione. I visitatori potranno così immergersi non solo nella cultura della città: il TO Coffee è una buona occasione per riscoprire le più importanti torrefazioni, i laboratori artigianali, le scuole sul caffè e i musei dedicati alla bevanda più amata dagli italiani. Ma la panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020 non finisce certo qui! Il capoluogo piemontese offre altri diversi altri eventi enogastronomici di una certa rilevanza: tra questi vi è Terra Madre Salone del Gusto, manifestazione che si terrà a ottobre 2020. Come suggerisce magistralmente il nome stesso, si tratta di evento che si focalizza sulla conoscenza delle eccellenze in fatto di prodotti alimentari sani e naturali. Si terrà negli spazi del Lingotto Fiere e i visitatori avranno la possibilità non solo di visitare i vari stand e conoscere i prodotti che essi propongono, ma anche di portarsi a casa un’esperienza unica. A regalare queste emozioni sarà Slow Food, che propone ai visitatori dei pacchetti per compiere dei percorsi guidati e divertenti alla scoperta di Terra Madre. Percorsi che avranno ognuno un filo conduttore (come ad esempio ‘le spezie e il loro utilizzo’, oppure ‘la scoperta dei cibi fermentati’, o ancora ‘le mani in pasta’). Una maniera inedita e creativa per avvicinare gli appassionati e non alla scoperta di tutto ciò che ruota intorno a ciò che mettiamo nelle nostre tavole. Infine, nella panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020, non poteva certo mancare una manifestazione legata al cioccolato artigianale, prodotto che da sempre caratterizza la città e il Piemonte. Ecco quindi Cioccolatò 2020, l’evento più famoso d’Italia che mette in mostra l’arte del fare il cioccolato: la sua storia, la tradizione, la conoscenza degli ingredienti e naturalmente i più grandi maestri cioccolatieri che offrono i prodotti della loro sapiente arte. 

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Aumentare la visibilità di un sito web

Come si può aumentare la visibilità di un sito web – e quindi di un’azienda -? E quali sono le azioni da compiere per raggiungere tale obiettivo? In questi casi, ci viene in aiuto il Search Engine Marketing, che altro non è che l’insieme di tutte quelle attività che vengono messe in campo dal web marketing per incrementare la visibilità in Rete. In parole povere, il Search Engine Marketing (SEM) è il processo di ottimizzazione di un sito che si focalizza nell’aumentare il traffico targettizzato su un sito web. Ma non solo, un SEM ben applicato e gestito, fa sì che quegli utenti profilati effettuino poi una ‘conversione’ su quel sito specifico. Che significa questo? Che una volta generato un aumento di traffico profilato, il Search Engine Marketing si occupa anche di fare in modo che quel pubblico effettui un’azione: un acquisto, un contatto, un lead. Quali sono gli effetti positivi per un’azienda, derivanti da tali operazioni di web marketing? Innanzitutto, l’azienda può essere certa di arrivare a comunicare in modo sicuro e diretto con il proprio pubblico di riferimento: un pubblico cioè che cerca esattamente ciò che rappresenta un proprio bisogno da soddisfare e quindi non disperde le proprie energie in estenuanti quanto inutili ricerche su internet. Grazie alle strategie del Search Engine Marketing, un’azienda può incrementare la propria notorietà e la notorietà del proprio brand su internet, perché avrà le keyword strategiche sui motori di ricerca (cioè le ‘parole chiave’ riconducibili al brand o ai prodotti e servizi che questo identifica). Attraverso l’attività di Search Engine Marketing, è possibile avere sempre una visione precisa di quali sono, qui motori di ricerca, i competitor di un’azienda riferiti alla stessa area di mercato, analizzandoli e monitorandoli. Quest’ultima attività del SEM in particolare, ha lo scopo di analizzare la quantità e la qualità dei comunicati pubblicitari, così da individuare eventuali criticità o saturazione di quel canale specifico. Tutte queste azioni di Search Engine Marketing, portano ad individuare e mettere conseguentemente in campo tutte le giuste strategie di implementazione sul web, aiutando quindi le aziende a effettuare un marketing diretto e profilato, fare lead generation, acquisire nuovi contatti – che si traducono in nuovi potenziali clienti – ed effettuare delle nuove promozioni. Come intuibile, qualunque azienda o brand, ci ricorda il blogger Alessio Del Vecchio, può utilizzare il Search Engine Marketing e anzi, chiunque oggi desidera aumentare sensibilmente la propria presenza su internet e al contempo dare una svolta positiva al proprio business, dovrebbe affidarsi a questo tipo di web marketing. L’importante è sempre affidarsi ad esperti del settore, in modo tale da rendere tutte queste delicate operazioni realmente efficaci e prolifiche.

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