Per Daniele Marinelli Bitcoin ed Ethereum al top per progetti green

Sostenibilità ambientale e criptovalute non sempre vanno d’accordo, visti i crescenti costi dell’energia e l’ingente impiego di risorse da parte dei miner. Eppure, si parla sempre più spesso di Bitcoin e della tecnologia blockchain e di come l’innovazione tecnologica applicata al sistema finanziario potrebbe essere utilizzata per supportare anche i progetti green e, quindi, in qualche maniera, trovare un equilibrio nella sostenibilità e governance del settore. La pensa così Daniele Marinelli, inventore del token DTCoin e oggi a capo dell’azienda DTSocialize per il lancio di progetti internazionali sul metaverso e sugli asset digitali. Questo citando un estratto della sua recente pubblicazione sul blog per approfondire l’argomento.

Va detto che non è soltanto il Bitcoin la criptovaluta su cui si basa la blockchain, infatti, esistono molte altre piattaforme che si stanno man mano diffondendo ed una tra le più famose è senz’altro Ethereum considerata, tra gli esperti del settore, l’alternativa più valida al Bitcoin. Anche Ethereum, come Bitcoin, utilizza gli smart contract anche se in origine fu pensata come uno strumento utile per le transazioni tra le aziende. Questa particolare caratteristica, ricorda Daniele Marinelli di DTSocialize, ha portato Ethereum ad essere la migliore piattaforma di criptovalute in tema di finanziamento a progetti sostenibili. Le qualità principali della piattaforma sono: l’anonimato, assenza di intermediari e alta velocità di scambio. Tutte queste caratteristiche consolidano l’affidabilità di Ethereum, che potrebbe davvero essere utilizzata per qualsiasi cosa, dai certificati di nascita/morte, procedure mediche, reclami, certificazioni e qualsiasi altra cosa che possa essere tradotta in codice.

La piattaforma WePower

Andiamo però oltre qquanto contenuto nel blog di Daniele Marinelli e diamo un’occhiata ad una piattaforma che, proprio grazie alle potenzialità di Ethereum, ha potuto finanziare dei progetti green: WePower. Si tratta di una piattaforma di trading di energia sostenibile fondata su un immenso registro virtuale. Il motivo principale è uno solo: gli utenti di We Power partono dal fatto che è sempre più difficile poter finanziare progetti green, soprattutto se si parla di progetti di piccole dimensioni e decentralizzati. Grazie agli smart contract e token di We Power Ethereum tutto questo potrà finalmente cambiare. Come molti sanno, non è possibile associare nulla al Bitcoin per “calmierare” in qualche modo la volatilità del suo valore. Con We Power, invece, le cose stanno diversamente. Ogni token rappresenta infatti 1 kWh di energia. Ma come funziona? Come detto precedentemente, non esistono intermediari. Il produttore di energia, al fine di raccogliere i fondi, mette in prevendita la sua produzione attraverso i token che, una volta acquistati dagli utenti, forniscono  i fondi che verranno successivamente utilizzati per la produzione dell’energia effettivamente venduta, al di sotto del prezzo di mercato. In questo modo l’impianto energetico sarà collegato a doppio filo con We Power. Soltanto dopo che l’energia verrà prodotta, infatti, gli investitori potranno ricevere la liquidazione spettante. Attraverso We Power possono rispondere alla chiamata delle imprese energetiche green sia i consumatori che gli investitori che abbiano voglia di finanziare progetti green. Tramite questa innovativa forma di finanziamento  energetico legato alla blockchain, i finanziamenti non verranno erogati soltanto da investitori locali, ma l’auspicio è quello di attrarre un gruppo sempre più ampio di investitori a livello globale.

Daniele Marinelli, a proposito di DTCircle con Ushare come società distributrice

La storia di Daniele Marinelli, fondatore del DTCircle e CEO di DTSocialize, sembra alla trama di un film.

Limprenditore, che aveva iniziato a lavorare come commercialista per le grandi aziende italiane, dopo ventitré anni ha capito che quel lavoro non era il suo sogno e che, più che consigliare gli altri su come fare impresa, quello che voleva veramente era sporcarsi le mani  e avviare lui un progetto tutto suo.

Da sempre appassionato di tecnologia, ha cominciato a studiare i segreti della blockchain e, soprattutto, a cercare di capire cosa facevano Facebook e Google con i dati delle persone. Non riteneva giusto che queste aziende sfruttassero i dati rilasciati online dai loro utenti, a loro completa insaputa, e ne traessero un profitto.

Il suo sogno era quello di creare qualcosa di nuovo, una comunità globale in cui gli utenti potessero proteggere i loro dati e accedere a servizi che garantissero la loro privacy e dessero loro la possibilità di scegliere se condividere o meno i loro dati

Un sistema in cui, le persone che sceglievano di condividere i propri dati, venivano ricompensate. Un sistema che oggi è diventato realtà.

E ha scelto Ushare, la piattaforma di Social Profit Marketing per crescere la propria community di utenti.

  1. Perché Ushare è una piattaforma innovativa e fuori dagli schemi?

Ushare, che colloca i servizi della community DTCircle, è una piattaforma dove gli utenti possono interagire tra di loro ed essere pagati, concretamente, per condividere le loro esperienze social.

Ushare è l’unica community, in Italia e all’estero, in cui le persone possono guadagnare denaro facendo ciò che stanno facendo gratuitamente tutti i giorni, ovvero condividere le loro esperienze sui social network.

Gli utenti che si iscrivono, oltre ad avere la possibilità di cambiare in modo concreto i loro guadagni attuali, possono vivere appieno il loro tempo libero e decidere quali dati custodire e quali invece condividere con gli altri.

Un sistema innovativo che, qualche mese fa, ha raggiunto il suo livello successivo: Umetaworld, il primo Metaverso che parla italiano, creato da Daniele Marinelli in poco più di due anni e uscito ben prima del tanto chiacchierato Meta di Zuckerberg!

  1. Daniele Marinelli e la community DTCircle

Parlando invece delle tendenze del settore fintech, Marinelli ha dichiarato di non aver mai pensato a Ushare per distribuire servizi fintech.

Ushare, nei fatti, è una società di MLM che si fonda solo ed esclusivamente sulla condivisione e che contribuisce ogni giorno alla crescita della community DTCircle.

Per quanto riguarda invece il Fintech suo punto di vista è che le persone hanno esigenze crescenti e che le banche non sono ancora del tutto attrezzate per soddisfarle, soprattutto quando si tratta di digital asset.

C’è anche da dire, come sottolineato dall’imprenditore, che le normative vigenti non hanno aiutato molto e che molti fenomeni in crescita sono stati sottovalutati per anni, ma adesso è arrivato il momento di essere più chiari, riguardo sia alle criptovalute sia ai servizi fintech e Daniele Marinelli sarebbe felice di contribuire a una chiarezza normativa al riguardo.

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Avv. Davide Cornalba: cos’è il reato di ecomafia?

Che cos’è il reato di ecomafia? Ce ne parla l’Avvocato Davide Cornalba nel suo blog, in collaborazione con i blogger della nostra community Facebook “Quelli Che Bloggano” (ringraziamo Francesco Delle Piane, Guido Auteri, Gianluigi Rosafio, Claudio Francesco Teseo, Vincenzo Mafrici, Bruno Lega tra gli utenti più attivi!). Il termine ecomafia è un neologismo che è stato coniato dalla famosa associazione ambientalista nazionale Legambiente. Il termine sta ad indicare quelle attività illegali svolte dalle organizzazioni criminali, in special modo di tipo mafioso, che causano danni all’ambiente.

Storia del termine ecomafia

La locuzione Ecomafia, spiega l’Avvocato Davide Cornalba, ha origine a metà del 1990, quando l’ambiente non veniva considerato quale collaterale del diritto alla salute, ma solo semplice intrattenimento. L’ambiente era per la politica molto poco considerato e privo di peso. Negli anni 90 qualcosa però inizia a muoversi, giornali parlano di ragazzi che venivano minacciati perché diretti ad una riunione per opporsi ad una discarica, e in quel luogo venivano trovati bidoni con liquidi il cui solo star vicino provocava malori. I giornali dell’epoca strillavano di consiglieri comunali o gli assessori all’urbanistica di alcuni piccoli paesi al Sud Italia che venivano minacciati o che scoprivano le loro auto bruciate direttamente sotto casa. 

Dunque, tutto ciò premesso, il termine ecomafia nasce proprio dalla voglia di mettere insieme tutti quei pezzi per dare finalmente un nome al fenomeno.

Nel dicembre dell’anno 1994 veniva presentato il primo rapporto “Le ecomafie – il ruolo della criminalità organizzata nell’illegalità ambientale”, compiuto da Legambiente in collaborazione con Eurispes (un ente privato che opera nel campo della ricerca politica, economica e sociale) e l’Arma dei Carabinieri.

Quel primo rapporto è un punto di partenza, com’è scritto nella prefazione: “Ecomafie: un neologismo, un termine che non si trova in alcun dizionario della lingua italiana. Cosa indichi, è presto detto: i gruppi della criminalità organizzata che basano buona parte della loro attività (e delle loro entrate) in azioni che causano in maniera deliberata o meno il degrado del territorio e dell’ambiente”.L’ecomafia era diventato termine di cronaca giudiziaria. Da quell’anno impegno di Legambiente continua con convegni, mobilitazioni dei cittadini, denunce, dossier e conferenze stampa nel suo prezioso lavoro a difesa dell’ambiente. Per fare un calcolo, ricostruire le rotte e quantificati i rifiuti scomparsi nel nulla dal 1990 al 1993, questi sono equivalenti a circa 28 mila tir, su per giù una colonna di 560 chilometri.

L’immondizia è oro

La cronaca giudiziaria di quell’epoca ha rivelato una delle affermazioni più clou del pentito Nunzio Perrella, noto trafficante di cocaina, che al Magistrato Franco Roberti che lo interrogava spiegava come e perché “la monnezza è oro”. Soprattutto raccontava di quel “patto di Villaricca” tra imprenditori, camorristi, intermediari affiliati a logge massoniche e politici locali che tra il 1988 e il 1989 spalancava le porte della Campania, in particolare delle province di Caserta e Napoli, ai traffici illegali di rifiuti.

Grazie alla lettura degli atti giudiziari vengono alla luce tante sfaccettature che prima si celavano dietro discariche, suolo e territori.

La prima Commissione d’inchiesta sui traffici illegali di rifiuti 

Il reato di ecomafia, non è terminato nei primi anni novanta, anzi può dirsi evoluto, si pensa al famoso caso della “terra dei fuochi” che ha interessato la Campania nel nuovo millennio. A fronte di tutto ciò, si è mossa la classe politica, in particolare Massimo Scalia, storico dirigente di Legambiente, allora parlamentare dei Verdi. che presentava la prima proposta di legge per la creazione di una Commissione d’inchiesta sui traffici illegali di rifiuti, tra i firmatari compariva anche l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Già nei primi momenti dal suo insediamento, la Commissione d’inchiesta presieduta da Scalia metteva in calendario un programma molto intenso di lavori, composto soprattutto di missioni e audizioni.

Il reato di ecomafia e la legislazione del 2001

Deve attendersi l’8 marzo 2001 per l’approvazione della norma per cui il traffico di rifiuti diventa reato. Grazie a questa introduzione possono essere effettuate intercettazioni telefoniche ed ambientali e si può contestare l’associazione a delinquere. Viene infatti inserito nel disegno di legge “Disposizioni in campo ambientale” un emendamento che introduce l’articolo 53 bis del c.d. decreto Ronchi, oggi disposizoine di cui all’art. 452 quaterdecies del codice penale, che introduce un delitto specifico per i traffici illegali di rifiuti, con pene reclusive da uno a sei anni.

La legislazione del 2001

Nel 2015, finalmente è stata approvata la legge che fa diventare realtà l’inserimento dei delitti ambientali nel codice penale. Grazie a questa nuova legge la parola ambiente entra nel codice penale con i nuovi delitti di inquinamento: 

a.    disastro ambientale (con pene fino a 15 anni di reclusione), 

b.    traffico di materiale radioattivo, 

c.    omessa bonifica; 

d.    impedimento del controllo. 

Per cui vengono previste aggravanti ecomafiose, nei casi di lesione o morte, il raddoppio dei tempi di prescrizione, la confisca dei beni e sconti di pena per chi si adopera per bonificare in tempi certi.

L’attrice Lodovica Mairè Rogati dice la sua sul sito OnlyFans

OnlyFans: non solo vip, sono tante le giovani donne che si iscrivono alla piattaforma con l’obiettivo di monetizzare l’immagine del proprio corpo. Era il 2016 quando OnlyFans veniva lanciato dall’imprenditore informatico Tim Stokely come sito web per creatori che consentisse ai loro follower di iscriversi tramite una tariffa mensile per vedere clip e foto. In pochi anni il social ha raggiunto un “gradino più in alto” rispetto ad Instagram toccando le corde del nudo integrale e dei contenuti vietati ai minori. Combinando la popolarità del social network con la strategia di guadagno “pay per view” oggi OnlyFans ha preso piede presso tante donne conosciute al grande pubblico, con la conseguenza di creare un poco decoroso “modello” di popolarità online.

Lodovica Mairè Rogati, attrice, sceneggiatrice, documentarista, attivista e fondatrice dell’Associazione “IO NON CI STO” (in prima linea nella lotta contro violenza sulle donne) ha commentato così questa tendenza ad utilizzare l’app ideata da Tim Stokely: “Mi associo ai giornalisti che hanno condannato la scelta di iscriversi alla piattaforma da parte di alcune vip italiane (es. Nicole Minetti, ndr). Internet è infarcita di siti pornografici che permettono di vendere i propri contenuti agli utenti, ma con OnlyFans stiamo accettando il rischio di rendere popolare la mercificazione del proprio corpo come materiale pornografico, con tragiche conseguenze per ragazze minorenni che non oso nemmeno commentare. Il declino della società digitale – conclude Lodovica Mairè Rogati – va a braccetto con il medesimo declino del mondo dello spettacolo e con l’impoverimento delle Istituzioni come scuola, famiglia e società. Lasciamo le donne di oggi in balìa dell’ansia da gradimento che diventa un pericoloso strumento di guadagno come nel caso di OnlyFans. Abbiamo già gli altri social ad aver distrutto l’intelligenza, la dignità e l’integrità di chi ne fa un uso sbagliato, ora ci mancava una piattaforma per fare soldi con la pornografia alla portata di chiunque!. È tutto così squallido!”.

Alcune delle ultime uscite sui social di Lodovica Mairè Rogati

L’attrice di recente si è schierata a favore di Ambra Angiolini nell’ambito della querele per il contestato tapiro d’oro (“una vergogna” quanto si sia tormentata la Angiolini per la fine della storia con Massimiliano Allegri) e contro il tweet di Vittorio Feltri “che non fa ridere, in uno stupro non c’è nulla di divertente”.

L’attrice ed attivista è molto riservata, infine, sulla sua vita privata: i rumours sul suo nuovo fidanzato di Kyril Louis-Dreyfus, il più giovane presidente di una squadra di calcio della storia europea, sono rimasti tali, e non siamo riusciti a capire se e quando sia terminata la storia con Pedro Pascal, l’attore di games of Thrones.

Chi è Lodovica Mairè Rogati

Lodovica Mairè Rogati è un’attrice, sceneggiatrice, reporter, documentarista, autrice e conduttrice televisiva italo-britannica, attivista per i diritti degli animali.

Si laurea giovanissima a soli 22 anni e la sua passione per il giornalismo la porta sin da subito a collaborare con  le più importanti riviste di natura e viaggi. Grazie a queste esperienze professionali Lodovica Mairè Rogati scopre ciò che diventerà uno dei suoi più grandi amori: l’Africa.

Di recente è stata sul grande schermo con il film ‘Pane e Burlesque’ con Edoardo Leo. Sempre nello stesso anno Lodovica Mairè Rogati entra a far parte del cast della seconda stagione de ‘Il Giovane Montalbano’, per la regia di Gianluca Maria Tavarelli, in onda su Rai Uno. Nel 2015 è impegnata sul set della nuova serie tv ‘Squadra Mobile – Operazione Mafia Capitale‘, per la regia di Alexis Sweet, questa volta per Canale 5. Nel 2017 recita nel film Loro diretto dal regista Premio Oscar Paolo Sorrentino e distribuito in Italia da Universal Pictures nel 2018.

Da sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei più deboli nel 2012 Lodovica Mairè Rogati fonda l’Associazione ‘IO NON CI STO‘, della quale è anche Presidentessa. L’attivista è inoltre fortemente impegnata nella lotta per i diritti degli animali ed è una grande sostenitrice della dieta e dello stile di vita vegani.

Real Estate Immobiliare: dopo Compendium Value spunti dal blog di ReVision

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Compendium Value un paio di interessanti approfondimenti sul real estate immobiliare, in attesa che, come annunciato, quest’anno venga pubblicata la nuova ricerca “Investimenti Immobiliari 4.0” dal team diretto dal Prof. Riccardo Scavone. Sul blog di Compendium Value, insieme all’omonima academy, troviamo numerosi spunti di questo genere utili ad approfondire i trend del mercato immobiliare e delle materie prime da investimento.

La commistione tra Real Estate e Tecnologia, nonostante si tratti di due settori agli antipodi, è stato l’oggetto dell’evento tenutosi a Palazzo Mezzanotte di Borsa Italiana a Milano (https://www.ilsole24ore.com/sez/casa ). Esso si è inserito all’interno della prima edizione di “ReVision”, il forum che fonde e ha come obiettivo quello di comunicare le novità attuali e gli sbocchi futuri di due comparti, oggi protagonisti di una rivoluzione  “paradigmatica e digitale”. Rivoluzione causata e alimentata dal nascere e dal protrarsi della pandemia da COVID – 19. La prima edizione di del forum ReVision è stata guidata dagli interventi di sei professionisti fama, autentici specialisti nel comparto del real estate e della tecnologia: Vincenzo Riili, Marketing Director di Google Italia, che ha illustrato le nuove tendenze del digitale, evidenziandone l’impatto sulle aziende e sul loro affare; Paolo Pelanda, Associate Architect di Renzo Piano Building Workshop, che si è occupata della trasformazione digitale nel settore dell’architettura; Pietro Adduci, Amministratore Delegato di Tecma Solutions. Quest’ultimo ha spiegato l’effetto della digitalizzazione del real estate, soprattutto se venisse fatto uso di strumenti quali il  Neuromarketing e l’Intelligenza Artificiale; Fabio Moioli, Executive Director di Microsoft Italia, che ha affrontato l’argomento della Digital Transformation e dell’influenza che avrà sulle imprese, soprattutto tenendo conto delle grandi opportunità offerte dagli innovativi sistemi IoT; Piero Almiento, Docente Marketing Management presso SDA Bocconi, che ha evidenziato come il possesso di conoscenze ed abilità sia strumento fondamentale del cambiamento culturale all’interno del comparto immobiliare; Mirko Tironi, real estate partner di HOPE SpA, che ha illustrato progetti di sviluppo immobiliare ad alto contenuto tecnologico, soprattutto legati alla sostenibilità, all’innovazione e alla qualità del vivere all’interno di un immobile. 

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E Forbes Italia

Massimiliano Carrà, giornalista di Forbes Italia, ha moderato il ReVision Forum. L’evento ha rappresentato  un fondamentale incontro per riflettere e fare sosta sui possibili cambiamenti sociali e digitali che potrebbero giocare un ruolo importante ed influenzare il contesto in cui si vive, soffermandosi in modo particolare su concetti, quali “digital twin” e di “multiverso digitale”. Gli argomenti trattati hanno subito affascinato le più importanti aziende nel mondo, tra cui Facebook e Magic Leap, con la prospettiva che possano diventare l’ordinarietà e non più la novità per un settore che, apparentemente, sembra troppo distante da quello tecnologico. Infatti, se inizialmente i sistemi informatici sono stati usati per gestire in modo adeguato i dati legati agli immobili, con il tempo anche il settore immobiliare ha fatto ricorso a sistemi intelligenti e piattaforme online. A tal proposito, si parla di “crowdfunding immobiliare” e “tecnologia blockchain” applicate agli investimenti, fino ad arrivare al “digital real estate”. Infatti, molte operazioni vengono effettuate direttamente online, aprendo però una nuova necessità per il settore. Infatti, anche l’immobiliare necessita di una più stringente regolamentazione legislativa e di  norme dedicate, al fine di salvaguardare clienti ed investitori. 

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Archivio eventi – A Tutta R – Compendium Value – Opinioni sull’evento  

Il prossimo 15 luglio, presso Le Village in Corso Porta Romana 61 a Milano, si terrà l’evento “A tutta R”. Organizzato dal Credit Village e T.W.I.N., l’evento avrà al centro quattro parole – chiave: real estate, ripartenza, recupero, responsabilità. Si tratta di un momento di incontro, durante il quale fare un punto sulla situazione del Real Estate nel mercato immobiliare, duramente messi alla prova dalla pandemia, ma in odore di ripresa nel prossimo futuro. Il confinamento del 2020 ha impattato negativamente sugli investimenti nel commercial real estate; questi, infatti, hanno fatto registrare valori compresi tra gli 8,3 e gli 8,8 miliardi di euro, per un decremento che è oscillato tra il 29% e il 33% rispetto al 2019; tuttavia, già nel corso secondo semestre del 2021 si ipotizza un periodo di ripresa, che nel 2022 si confermerà in rafforzamento. 

Di certo, l’effetto traino per una nuova ripresa dell’economia post – COVID sarà rappresentato da quei settori che già nel corso della pandemia avevano registrato un trend positivo (e commerce, grocery e farmaceutico, healthcare). Rimanendo, invece, nel settore del living, che anche nel corso dell’emergenza sanitaria ha mantenuto costante la domanda degli affitti degli immobili, si prevede “l’esigenza di un rinnovamento dello stock residenziale in grado di rispondere alla nuova domanda di servizi e comfort”. Si tratta di un capovolgimento delle prospettive e un cambiamento nelle priorità, che avranno un’influenza importante nel settore, garantendo una più sicura ripartenza. 

Chi organizza l’evento?

L’evento organizzato da Credit Village e T.W.I.N si costituirà di quattro tavole rotonde, che vedranno come protagonisti specialisti ed esperti del settore, guidati dal giornalista de Il Sole 24 ore Morya Longo. I convenuti rifletteranno su questioni importanti legati al tema della ripresa: le nuove prospettive post emergenza, restituiti anche “dal valore strategico dei fattori ESG per la Real Estate Industry”, la funzione dei Big Data nel campo degli NPL, dalle tendenze nella compravendita degli immobili, come anche le nuove strategie di modelli di financing nel settore degli investimenti immobiliari. I promotori dell’evento hanno affermato: “L’impatto della pandemia è destinato a lasciare un segno duraturo nel Real Estate. Case diventate ufficio, cancellazione degli affitti di breve termine, cambiamento nelle geografie sociali e territoriali, uffici spesso vuoti come le vie dello shopping, case di pregio sempre più care e sempre più richieste, investitori che hanno spostato la propria attività esclusivamente su asset con ottimo posizionamento e tenants resilienti”. Consapevoli che sul settore di è abbattuto un cambiamento importante, ancora gli organizzatori del convegno desiderano trasformare la rivoluzione che il comparto sta affrontando, in occasione propizia “sapendone cogliere anche le opportunità”. Per avere più informazioni sull’evento e procedere con le iscrizioni sarà necessario cliccare sul seguente link: https://cvrealestate.events/ .

Compendium Value è il nome di un gruppo società di diritto italiane che operano nel settore degli investimenti immobiliari, delle assicurazioni e delle attività di mutui e prestiti per conto terzi. Le società italiane appartenenti al Gruppo Compendium Value sono: Compendium Value Credit Srl – agenzia in attività finanziaria che gestisce mutui e prestiti per conto terzi; Compendium Value Real Estate Srl – agenzia attiva nel settore degli investimenti immobiliari; Compendium Value Insurance Srl – agenzia generale di assicurazioni; Compendium Value Project Srl – agenzia ricettiva per la gestione dei progetti finanziari e commerciali di carattere progetti immobiliare. Le società hanno sede a Roma, in via della Maglianella 65/T. Il sito internet di riferimento è: www.compendiumvalue.co.uk .

Rassegna stampa che potrebbe interessarti:

Si legge nel sito internet dell’azienda (http://www.compendiumvalue.co.uk/real-estate-mission/) che una delle missioni del gruppo è quella di “creare valore aggiunto, perconto proprio, operando direttamente nei mercati immobiliari attraverso soluzioni comprovate ed integrate”. Infatti, negli ultimi anni il settore immobiliare ha rafforzato la sua presenza nell’economia e nella finanza, anche grazie ad un nuovo quadro normativo. Nel contesto finanziario globale ha acquisito maggiore importanza la formazione mirata alle nuove figure professionali che operano nel settore degli investimenti immobiliari. Nel Gruppo Compendium Value puoi trovare partner di investimento e consulenti capaci di accompagnarti nella nanei processi della finanza immobiliare, delle operazioni di cartolarizzazione e dei fondi immobiliari.

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Le Chiese più belle di Milano

Milano è una delle città più visitate e conosciute, meta ogni anno di un importante numero di visitatori e turisti. Milano richiama alla mente soprattutto la moda e l’economia, ma è sede di bellezze storico – artistiche, conosciute e meno conosciute, meritevoli di essere visitate. Infatti, il capoluogo lombardo ospita anche molte chiese, ricche di storia, cultura e di tesori, meritevoli di essere conosciute e visitate, e chi più di chi ci vive e ci lavora da anni come consulente può confermarlo. 

Al primo posto nel cuore dei milanesi, come ci conferma anche il consulente di Milano Bruno Mafrici nel suo blog, ma anche dei molti turisti che giungono nel capoluogo lombardo, vi è sicuramente il Duomo. Le guglie in stile tardo gotico e la Madonnina dorata sono, di certo, il simbolo per eccellenza della città. Considerata la seconda chiesa più grande d’Italia dopo San Pietro a Roma con i suoi 11700 metri quadrati di superficie, il Duomo si trova nella piazza che porta lo stesso nome. Gli esterni dell’edificio sono stati edificati con il marmo bianco-rosato di Candoglia, mentre gli interni presentano una caratteristica particolare. Infatti, sono costituiti da alte schiere di 52 pilastri polistili, in grado di dividere l’ambiente in 5 navate, racchiude in volte costolonate. Oltre alla cattedrale, il visitatore potrà accedere anche alle sue terrazze, ammirando poi la zona archeologica ed il museo.

Definita la seconda Chiesa di Milano per tradizione e per la sua datazione storica, la Basilica di Sant’Ambrogio è il centro della cristianità ambrosiana ed è una delle cinque chiese consacrate dal Vescovo Ambrogio. Dopo numerosi interventi di rifacimento, la Basilica di Sant’Ambrogio è stata in parte ricostruita in stile romanico nell’XI, senza perdere i caratteri tardo – romani e paleocristiani delle versioni precedenti. La Basilica di Sant’Ambrogio presenta un’architettura particolare; affianca il quadriportico ai due campanili, mentre la cappella di San Vittore in Ciel d’Oro ed il suo mosaico del V secolo rappresentano una delle attrattive più importanti dell’intero edificio.

Situata, invece, nel quartiere di San Vittore, la basilica di Santa Maria delle Grazie presenta un’architettura tardogotica. La Basilica è stata edificata tra il 1463 e il 1482, seppur la caratteristica tribuna rinascimentale risale al 1492. Realizzata probabilmente dal Brunelleschi, la tribuna è diventata il mausoleo della famiglia di Ludovico il Moro, al tempo duca di Milano. La Basilica di Santa Maria delle Grazie presenta numerose cappelle, vasti interni ed il refettorio del convento, che ospita L’ultima Cena di Leonardo da Vinci.

Nel blog dell’imprenditore Bruno Mafrici leggiamo inoltre un interessante approfondimento su quella che è considerata un piccolo tesoro dell’arte sacra milanese, la Basilica di Sant’Eufemia. Essa è molto antica, poiché le sue origini risalgono al 472, seppur con gli anni sia stata sottoposta a molteplici rinnovamenti. Essa presenta un piccolo portico a tre arcate, arricchito da un prezioso mosaico, e da interni in stile neogotico, impreziositi da marmi di diversi colori. Inoltre, la Basilica ha un’ottima acustica, tanto che negli anni ‘50 Maria Callas vi registrò alcune opere liriche.

Tra le chiese più belle di Milano non si può non annoverare anche Santa Maria presso San Satiro. Essa è situata nelle vicinanze del Duomo e la sua attrattiva principale risiede soprattutto nel finto coro in stucco dipinto. Quest’opera fu progettata dal Bramante, visto che l’abside presentava una scarsa profondità, dando vita a giochi di prospettiva davvero caratteristici, in grado di diventare il simbolo della pittura italiana rinascimentale. Inoltre, sull’altare maggiore è possibile trovare il dipinto della Madonna con Bambino, che è il simbolo religioso più importante ed è il cuore dell’edificio. Un’altra Basilica, anch’essa tra le più antiche di Milano e annoverata tra le più belle Chiese del capoluogo lombardo, è quella dedicata a San Lorenzo Maggiore, edificio paleocristiano, risalente ad un periodo precedente al VI secolo. Gli esterni della Basilica sono realizzati in diversi stili e materiali; il punto forte dell’edificio sono le sedici colonne di marmo di epoca romana, conosciute come le Colonne di San Lorenzo, che accolgono i visitatori all’ingresso della basilica. Le quattro torri in cotto all’esterno e le quattro cappelle principali all’interno con i suoi mosaici sono le attrattive più importanti della Chiesa.

Anche la Chiesa di San Marco è considerata tra le più belle di Milano. Inoltre, la popolazione è molto legata a questo edificio religioso, poiché la leggenda narra come esso sia stato edificato intorno alla metà del ‘200 per esprimere gratitudine e riconoscenza alla città di Venezia (il cui patrono è proprio San Marco) per il sostegno assicurato a Milano durante la battaglia contro Federico Barbarossa. Dalla preziosa facciata neogotica, la chiesa di San Marco offre interni riccamente decorati ed opere d’arte di immenso valore. Il turista che passeggia per le vie di Milano, poi, non può non fare un salto presso la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Considerata la “Cappella Sistina” della Lombardia, poiché offre uno dei cicli di affreschi lombardi più conosciuti e ricchi del XVI secolo, la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore ospita le superfici interne dipinte da preziosi ed eleganti affreschi del ‘500. Anche La Chiesa di Santa Maria della Passione rientra tra le Chiese più belle, oltre artisticamente più significative del capoluogo lombardo. La sua progettazione fu messa a punto nel XV secolo, ma sono stati tanti gli interventi che si sono succeduti nel tempo, tanto che la struttura attuale fu terminata solo nel XVIII. Ritenuta una dei più rappresentativi capolavori tardo Rinascimento milanese, Santa Maria della Passione, situata nelle vicinanze del Conservatorio Giuseppe Verdi, è anche una galleria d’arte perché, all’interno delle cappelle, ci sono molti dipinti ed affreschi. Infine, l’ultimo edificio religioso che è possibile annoverare come tra le Chiese più belle di Milano è un Santuario, quello dedicato a Santa Maria dei Miracoli presso San Celso. L’ingresso all’edificio è anticipato da un quadriportico di inizio ‘500, mentre la facciata di arte manierista è realizzata in marmo di Carrara. L’interno, a croce latina, segue uno stile rinascimentale, con qualche tocco di barocco. La particolare cupola ottagonale del Dolcebono, si accompagna alle preziose decorazioni pittoriche e agli affreschi delle cappelle. 

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Blog Avv Davide Cornalba su Intermediazione Immobiliare

L’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito, ha studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Riceviamo e pubblichiamo l’approfondimento che segue prodotto dal team dell’Avv Davide Cornalba.

Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione

 

Cos’è l’attività di intermediazione mobiliare.

Vi siete sempre chiesti in cosa consista l’intermediazione mobiliare o, conoscete già l’argomento e state cercando informazioni più specifiche? Continuate a leggere questo articolo per ricevere una risposta alle vostre domande su quest’ attività.

Cos’è l’intermediazione mobiliare.
Per intermediazione mobiliare si intendono tutte quelle attività dove si offrono dei servizi di investimento, ovvero quando qualcuno sceglie di affidarsi a terzi, appunto degli intermediari, per investire le proprie somme di denaro sul panorama del mercato finanziario. 

Come in tutti gli altri servizi dove ci si affida a terzi per svolgere un’operazione si decide di compiere questa scelta o per mancanza di conoscenza ed esperienza nel settore, o semplicemente per mancanza di tempo da dedicare all’attività. L’intermediazione mobiliare va differenziata dall’intermediazione finanziaria perché, a differenza di quest’ultima non si occupa di assistere i clienti in materia di finanziamenti.

Quindi l’intermediazione mobiliare è un servizio volto a finalizzare gli investimenti dei clienti che viene offerto da delle società specializzate chiamate SIM, che, come vedremo nella seconda parte dell’articolo, hanno l’esclusiva di operare nel settore dell’intermediazione mobiliare.

 

Chi si occupa di intermediazione mobiliare?

Una svolta riguardo la regolamentazione dell’attività immobiliare è avvenuta nel 1991, quando sono state create le società di intermediazione mobiliare, le cosiddette SIM. Nei primi anni 90 erano state introdotte diverse modifiche riguardo la situazione dei mercati finanziari in Italia e le società di intermediazione mobiliare sono state introdotte proprio per evitare possibili imbrogli o truffe compiute dai soggetti che lavoravano come intermediari prima della loro introduzione. Con questo cambiamento quindi si sono tutelati gli introiti degli investitori e si sono ottimizzati i livelli di efficacia dei mercati andando a introdurre delle società specifiche che hanno l’esclusiva di occuparsi dell’intermediazione mobiliare.

Cosa sono le società di intermediazione mobiliare (SIM)?

All’interno del Testo Unico sulla Finanza (TUF), testo che contiene il corpus di leggi che regolano il mercato finanziario in Italia, troviamo la definizione di SIM che può essere così semplificata: “Le società di intermediazione mobiliare sono società dotate di personalità giuridica con sede legale in Italia con l’autorizzazione a svolgere servizi e attività di investimento, differenti dalle banche e dagli intermediari finanziari”. In sostanza le SIM sono molto simili, se non identiche, alle società finanziarie con la differenza di non offrire un servizio di erogazione di finanziamenti. Per capire in sostanza di cosa si occupa l’intermediazione finanziaria dobbiamo fare riferimento all’elenco dei servizi di investimento che le SIM sono autorizzate a proporre ai propri clienti:

  • L’esecuzione, la ricezione o la trasmissione di ordini al posto del cliente.
  • Negoziazione mobiliare.
  • Consulenza sugli investimenti con il cliente.
  • Gestire un sistema multilaterale per la negoziazione.
  • Collocamento, con o senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.
  • Assunzione a fermo senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.

Vedi anche:

AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

DAVIDE CORNALBA LODI

DAVIDE CORNALBA MILANO

DAVIDE CORNALBA AVV.

DAVIDE CORNALBA AVVOCATO

http://webnewsblog.altervista.org/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba/ 

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba-1f6b14e7196

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/risarcimento-danno-fisico-da-incidente-stradale-580da714545e

Ultime Notizie dal Blog di Mons Palombella

“Habemus Papam”, prima produzione musicale in cui è stata diffusa al pubblico la musica che ha accompagnato il Conclave che ha portato all’elezione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, prodotto l’11 novembre 2013, ma edito nel 2014, è costituito da 2 CD, a loro volta, suddivisi in 2 diverse sezioni. Esso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’allora Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Monsignor Massimo Palombella, e il marchio discografico tedesco Deutsche Grammophon. Come il primo CD della raccolta “Habemus Papam”, anche il secondo presenta due diverse sezioni. La prima offre la raccolta dei canti eseguiti dal Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina in occasione della “Messa con i Cardinali Elettori”, celebrata il 14 marzo 2013 dal nuovo Pontefice della Chiesa di Roma, Jorge Mario Bergoglio, appena proclamato Papa con il nome di Francesco. Il CD “Habemus Papam” è stato registrato usando le tracce audio recuperate dalle emittenti Ctv e Radio Radio Vaticana. Pertanto, insieme ai canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina, è possibile ascoltare anche tutti i rumori di sottofondo che hanno accompagnato le celebrazione di quei giorni. 

Habemus Papam, la struttura dell’Opera

 

Questo secondo CD si apre con la lunga traccia audio, in cui l’allora Protodiacono di Santa Romana Chiesa, Jean – Louis Tauran, annuncia l’elezione del nuovo Pontefice, pronunciando la formula in latino. Inoltre, questa prima traccia, che riprende il titolo dell’intero CD, appunto “Habemus Papam”, offre agli ascoltatori il primo discorso che Papa Francesco tenne la sera del 13 marzo 2011. Infatti, subito dopo la fumata bianca, il nuovo Pontefice si affacciò dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, salutando i fedeli in festa con il suo semplice, ma commovente “Buonasera”. Al termine di questa lunga traccia audio completamente parlata, il secondo CD  che completa la produzione musicale “Habemus Papam”, realizzato grazie alla collaborazione tra Monsignor Massimo Palombella e il marchio discografico tedesco “Deutsche Grammophon”, prosegue con i canti con cui la Cappella Musicale Pontificia Sistina hanno animato la santa messa di Papa Francesco con i Cardinali Elettori il 14 marzo 2013. 

 

Tracce audio CD Monsignor Massimo Palombella

 

Le tracce audio presenti in questa prima sezione del secondo CD sono così strutturate: 

 

  1. “Tu Es Petrus”, accompagnato dalla musica di Lorenzo Perosi. Si tratta di un canto eseguito a cappella, secondo lo stile gregoriano. Il canto si apre con l’invocazione ripetuta del titolo “Tu Es Petrus”, per poi proseguire con il testo dell’inno, realizzato a più voci e sempre senza l’accompagnamento musicale. Il canto trova la sua ispirazione nelle parole di Gesù che, all’interno del Vangelo secondo Matteo, insignì Pietro del titolo di capo degli Apostoli e della Chiesa con le parole: “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam”, che in italiano vuol dire: “tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”; 

 

  1. “Statuit Ei Dominus Testamentum Pacis”, che ha accompagnato l’ingresso dei Cardinali Elettori nella Cappella Sistina per l’inizio della Celebrazione. Canto eseguito completamente a cappella e secondo il canone gregoriano, ha alternato le voci del coro in polifonia alla voce del solista; 

 

  1. “Kyrie (Ex Missa De Angelis)”: Il canto dell’atto penitenziale è stato eseguito con la prima invocazione cantata a cappella, mentre l’accompagnamento dell’organo ha sostenuto la risposta del coro alla prima invocazione; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Tu Es Petrus”, completamente eseguito a cappella, tranne per il ritornello eseguito con l’accompagnamento dell’organo. La melodia è stata curata dal Direttore del Coro della Cappella Sistina, Monsignor Massimo Palombella, secondo il modello del canto gospel; 

 

  1. “Exaltabo te, Domine”: Canto di offertorio, le musiche sono state realizzate da Giovanni Pierluigi da Palestrina. L’inno è stato eseguito dal coro a più voci, senza l’accompagnamento musicale, secondo il canone dello stile gregoriano; 

 

  1. “Sanctus (Ex Missa De Angelis)”: Dopo l’intonazione a cappella, anche le strofe sono state eseguite secondo la medesima modalità, mentre l’accompagnamento con la musica dell’organo è stata riservata unicamente al ritornello; 

 

  1. “Agnus Dei (Ex Missa De Angelis)”: anche questo canto è stato realizzato a cappella per l’invocazione “Agnus Dei qui tollis peccata mundi”, mentre l’accompagnamento dell’organo è stato riservato alle risposte; 

 

  1. “Caro Mea”: curato dalle musiche di Francisco Guerrero, il canto è stato eseguito a cappella, dal coro a più voci, secondo il canone gregoriano, accompagnando la preparazione al rito della distribuzione dell’Eucaristia; 

 

  1. “O Sacrum Convivium”: curato nella melodia da Luigi Molfino, il canto è stato realizzato sena l’accompagnamento dell’organo, secondo il canone gregoriano e a più voci; 
  2. Ave, Verum Corpus: dopo l’intonazione a cappella, il canto prosegue alternando, in stile gregoriano, strofe accompagnate dall’organo a strofe cantate senza la musica. 

 

Tracce audio seconda sezione CD Habemus Papam

 

La seconda sezione del CD “Habemus Papam”, invece, offre all’ascoltatore i canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina e che hanno accompagnato la “Messa per l’inizio del Ministero Petrino”. La celebrazione fu presieduta da Papa Francesco, da poco eletto Pontefice, il 19 marzo 2013. Le tracce audio di questa seconda parte del CD sono così suddivise: 

 

  1. “Fanfara sul Tema del <<Tu Es Petrus>>”, sulla musica di Monsignor Massimo Palombella, che ha introdotto brevemente l’inizio solenne della celebrazione; 

 

  1. “Tu Es Petrus”, con melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina: completamente realizzato a cappella e seguendo lo stile del canto gregoriano, l’inno è stato eseguito da un mix di voci maschili e femminili in polifonia; 

 

  1. Laudes Regiae, in italiano “Lodi Regie”, rappresentano un lungo inno e sono conosciute anche come “Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat”! (Cristo vince! Cristo Regna! Cristo domina!), poiché sono le sei parole del canto. Viene realizzato secondo il canto gregoriano, con un cantore che esegue l’intonazione a cappella, mentre il coro risponde, accompagnato dall’organo. Infine, l’inno si chiude con una lunga esibizione di sola musica, senza accompagnamento di voci; 

 

  1. “Gloria (Ex Missa de Angelis)”: Dopo l’intonazione del cantore, il Gloria prende il via, alternando tratti eseguiti a cappella a tratti accompagnati dall’organo, seguendo lo stile gregoriano del coro a più voci, con la melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Il finale del Gloria è davvero sorprendente, poiché si conclude Amen, eseguito a più voci, che termina in un’esplosione portentosa di voci, in grado di restituire la solennità del momento; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Beati qui habitant”: Ancora la melodia di Monsignor Massimo Palombella, il canto presenta un inizio solenne e drammatico, per poi proseguire con un’alternanza di voci, che eseguono il canto a cappella nelle strofe, prima di ritrovare l’accompagnamento musicale dell’organo per il ritornello; 

 

  1. “Tu Es pastor Ovium”: il canto presenta la melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina. Completamente eseguito a cappella da un coro polifonico, alternando voci maschili a voci femminili, il canto ha accompagnato il momento dell’offertorio; 

 

  1. “Doxology – Dossologia”: essa rappresenta la parte finale della preghiera eucaristica. Dopo l’intonazione da parte dei cardinali presenti sull’altare “Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitate Spiritus Sancti, omnis honor et gloria, per omnia saecula et saeculorum” e cantata a cappella, il coro della Cappella Sistina ha intonato un triplice “Amen” in polifonia, attraverso un climax crescente di voci, accompagnato dal suono dell’organo; 

 

  1. “Ioseph, fili David”, è il canto che ha accompagnato la distribuzione dell’Eucaristia, sulla melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Realizzato in stile gregoriano, il coro ha eseguito il pezzo in polifonia, alterando il ritornello cantato con l’accompagnamento dell’organo e le strofe completamente a cappella; 

 

  1. “Fugue In C Major – Fuga in Do Maggiore”, ripreso dalle musiche di Johann Sebastian Bach. Dallo stile solenne ed incalzante, la melodia del compositore tedesco ha accompagnato il saluto di Papa Francesco alla folla, decretando la fine della celebrazione della Messa per l’inizio del Ministero Petrino. 

 

Coronavirus: medici in ferie forzate, con lockdown a rischio indennizzo C&P: “I nostri legali a lavoro per tutelare un diritto sancito dalla Corte Suprema”

Ai medici non direttamente coinvolti nell’emergenza Covid-19, il lockdown può essergli costato tempo e denaro. “Costretti” dal datore di lavoro a prendere ferie pregresse forzate, non avranno alcun diritto all’indennizzo per “ferie non godute” riconosciuto qualche settimana fa da una sentenza della Corte Suprema. A denunciare questa situazione sono i legali di Consulcesi & Partners, secondo i quali si è venuto a creare un potenziale paradosso. “Questa situazione da un lato determina un periodo di forzoso riposo neppure equiparabile ai benefici previsti in caso di libera fruizione delle ferie e, dall’altro, viene ad incidere sul potenziale diritto di richiedere la monetizzazione per le ferie pregresse non potute godere in passato per responsabilità dell’azienda”, spiegano i legali.

 A inizio luglio la Corte di Cassazione si è pronunciata con una sentenza storica per i professionisti sanitari. A seguito dell’ordinanza n. 13613 pubblicata il 2 luglio scorso, i giudici hanno riconosciuto ai medici il rimborso economico per le ferie non godute, non per scelta del professionista, fornendo così un’interpretazione della normativa interna sempre più conforme alle direttive europee in materia. “Con questa sentenza –  commenta Consulcesi & Partners – viene riconosciuto un diritto fondamentale. Oggi, infatti, è possibile richiedere il risarcimento del pregiudizio patito dal medico ogni qual volta sia dimostrato che non abbia potuto usufruire del previsto periodo di ferie, per motivi estranei alla sua condotta e quindi imputabili all’amministrazione. Il diritto all’indennità sostitutiva potrà essere reclamato soltanto al termine del suo rapporto di lavoro, dimostrando di non averne potuto godere per motivi tutti riconducibili ad esigenze aziendali, ovvero a carenze organizzative che ne hanno impedito l’agevole fruizione”.

 L’emergenza Covid-19 rischia di vanificare questo importante risultato. Molte aziende sanitarie, infatti, hanno dovuto utilizzare lo strumento delle ferie forzate per ovviare al periodo di blocco delle attività imposto a causa della pandemia. Questo nonostante, in linea di principio, nessuna norma autorizzerebbe il datore di lavoro a collocare in ferie il lavoratore in deroga alle previsioni stabilite dai CCNL di riferimento. Il diritto irrinunciabile alle ferie è garantito dall’art. 36 co. 3 della nostra Costituzione e peraltro emerge anche nella Direttiva 2003/88/CEE, del 4 novembre 2003.

 Su questo non dovrebbero esserci deroghe. Neanche l’emergenza coronavirus può essere considerata come un’eccezione alla regola generale, nemmeno con il DPCM del 08.03.2020, il quale ha stabilito che qualora non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni possono utilizzare vari strumenti per “giustificare” l’assenza, tra i quali il ricorso alle ferie pregresse. Secondo i legali di C&P, anche se è comprensibile che molte strutture sanitarie abbiamo optato per le ferie forzate per preservare lo stipendio del lavoratore, questo ha però danneggiato ulteriormente il medico nei suoi diritti “Così facendo non solo il dipendente è stato posto in riposo forzato che, è bene ricordarlo, è cosa ben diversa dalle ferie, ma rischia di veder compromesso il potenziale diritto a ottenere la monetizzazione delle ferie non godute in caso di cessazione del rapporto di lavoro”, dicono i legali. 

La questione delle ferie forzate durante il fermo per Covid-19 è controversa e C&P sta analizzando la situazione per poter essere sempre al fianco dei medici e sostenerli nell’esercizio della loro professione. Per ottenere più informazioni è possibile rivolgersi a Consulcesi & Partners che risponde al numero verde 800.122.777 o sul sito www.consulcesiandpartners.it.

Ufficio stampa Consulcesi Cell: 380 46 48 501