Due aspetti di Roma con l’Avv Pitorri Iacopo Maria

Nel seguente post chiariamo il concetto di cittadinanza italiana insieme al blog dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri: quali sono i passaggi che hanno portato alla formulazione della normativa attuale? E’ importante, ricorda l’Avv. Pitorri di Roma, chiarire come la legge sulla cittadinanza in vigore in Italia sia stata approvata nel 1992. Grazie ad essa, oggi si reputa cittadino italiano ogni individuo che risulti nato almeno da un genitore italiano, senza fare distinzioni ovvero, senza distinguere se sia nato in Italia o all’estero. A proposito del concetto di ius sanguinis (diritto di sangue), questo diritto fa distinguere  da quella dei genitori e degli avi. I cittadini stranieri residenti in Italia, invece, possono acquisire la cittadinanza italiana in altre modalità.

INTERVISTA ALL’AVV PITORRI JACOPO MARIA DI ROMA – Estratto del 4 Aprile 2020:

Domanda: L’elenco dei casi è davvero ben nutrito e una spiegazione a riguardo ha chiarito le diverse questioni. Ci possono essere anche situazioni che possono impedire il matrimonio secondo il diritto matrimoniale?

Risposta: “Certamente. E i casi di impedimento sono molti. Nello specifico, le cause di impedimento al matrimonio previste dal codice civile italiano riguardano soprattutto il divieto di contrarre matrimonio: tra parenti (art. 87 c.c.) ed in particolare tra genitori e figli, fratelli e sorelle figli della stessa madre, ma di padre diverso, che figli dello stesso padre, ma di madre diversa; tra zio e nipote; suocero e nuora; genero e suocera; cognato e cognata (anche se in queste ultime tre situazioni, il Tribunale può prevedere una dispensa); adottante e adottato; figli adottivi della stessa persona; adottato e coniuge dell’adottante; adottante e coniuge dell’adottato; tra una persona condannata per omicidio tentato o consumato ed il coniuge della vittima.” – LEGGI QUI L’INTERVISTA INTEGRALE .

Particolarismo ed unitarietà. I due aspetti della politica sociale italiana! Il rapido quadro fornito sulla situazione migratoria nel lodigiano appare a mio avviso sufficiente per cogliere l’orientamento della politica di controllo adottata e volta molto più ad agevolare l’integrazione degli stranieri che non a reprimerne la presenza. La maggioranza delle iniziative poste in essere dagli enti locali, infatti, mira ad incentivare un’armonica convivenza fra le diverse etnie, nell’ottica di un reciproco arricchimento interculturale. Si tratta dunque di una politica di controllo ambiziosa che, pur convivendo con l’inevitabile rigidità formale che autorità quali la Questura sono tenute ad attuare, trova un effettivo “compromesso” con gli aspetti umani e concreti presenti nella storia di ogni immigrato.

Il progetto mondialità nei libri di giurisprudenza

In questo senso pare dobbiamo collocare anche il “progetto mondialità”, in virtù del quale studenti extracomunitari presenti a Lodi si alternano sugli autobus della scuola per raccontare ai bambini storie delle propria terra: un’ottima occasione per far conoscere la propria cultura, socializzando con gli autoctoni. Questo tipo di iniziative risulta, a mio avviso, molto valido poiché si colloca sempre nella duplice prospettiva di far conoscere ai lodigiani la cultura straniera e nel contempo di far socializzare gli stranieri coi lodigiani, creando così dei servizi utili per l’intera società ed atti a sgominare ogni forma di razzismo e di sospetto verso lo straniero. Quanto alle associazioni di volontariato, a Lodi è presente sostanzialmente una sola struttura. Questa, di matrice religiosa e nota come “Casa di Accoglienza”, è,sorta circa quindici anni fa ed ospita gran parte degli stranieri in difficoltà presenti a Lodi. Anche presso tale struttura, come presso i servizi sociali, vige il dovere della segnalazione, ma l’aspetto umano, qm, assume sempre una connotazione primaria.

ALTRE INTERVISTE DAL BLOG: Papa Francesco ad una radio spagnola: la sua salute, il suo viaggio in Ungheria, Becciu ed il sinodo.

Dopo l’intervento chirurgico del 4 luglio scorso, Papa Francesco, quasi 85 anni, si trova a dover convivere con 33 centimetri di intestino in meno. Infatti, grazie alla prontezza di un infermiere del Vaticano, nel corso dell’operazione, si è rilevata una complicazione che ha obbligato il chirurgo ad agire in questo modo. Il Pontefice è in ripresa, ma i rumors volevano vicine le sue dimissioni e un Conclave alle porte. Ma il Santo Padre è in ripresa e le voci di probabili dimissioni sono state smentite dal Papa stesso nel corso di un’intervista all’emittente spagnola Cope. Dove, oltre a parlare delle sue abitudini quotidiane, il Santo Padre ha affrontato questioni di stretta attualità. Infatti, dopo aver chiarito che “mangio di tutto con regolarità, uso farmaci adeguati” e la rivelazione che ha un po’ scosso i lettori (“il mio cervello deve registrare che ora ho 33 centimetri di meno”), Francesco ha chiarito anche la questione legata al processo in corso in relazione al palazzo di Londra e che, tra gli imputati, conta per la prima volta il rinvio a giudizio del Cardinale Angelo Becciu.

Inoltre, durante la lunga intervista all’emittente radiofonica spagnola, è stato chiesto al Papa se ha più timore di una dichiarazione di colpevolezza o di un proscioglimento di Becciu, visto che il Pontefice stesso ha dato il suo placet per l’avvio del dibattimento a carico di Becciu. Stando alla traduzione fornita dagli operatori spagnoli, Francesco ha risposto che il Cardinale “va sotto processo secondo la legge vaticana”, aggiungendo che “un tempo, i giudici dei cardinali non erano i giudici di stato come oggi, ma il capo dello stato”. Tuttavia, ha continuato il Santo Padre “spero con tutto il cuore che sia innocente”, ricordando che Becciu “è stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona di cui ho una certa stima come persona, quindi il mio augurio è che ne esca bene. Ma è una forma affettiva della presunzione d’innocenza, andiamo. Oltre alla presunzione di innocenza, voglio che ne esca bene”. Ma, ha concluso Francesco “ora spetta ai tribunali decidere”. L’intervista, poi, ha toccato un’altra importante questione: l’eventuale possibilità di incontro con il presidente Orban, quando il Santo Padre si recherà in viaggio in Ungheria a metà settembre. Anche su quest’evento, chiacchiere e rumors si sono rincorsi, coi media che hanno ipotizzato come il Papa non avesse piacere nell’incontrare Orban a causa delle sue “posizioni sovraniste e anti – immigrati”. Ma Francesco ha spazzato via ogni probabile polemica e ha spiegato che “questo viaggio potrebbe essere un po’ speciale, ma alla fine sarà come sempre”. E, sull’eventualità di questo incontro, ha evidenziato: “Non so se incontrerò anche lui. In un salone riceverò diverse autorità. Non viaggio con un libretto. Attendo chi viene da me e lo guardo negli occhi”. Tuttavia, il programma parla chiaro e rileva che Orban non ha ottenuto la possibilità di un’udienza privata, potendo incontrare il Papa congiuntamente ad altre autorità. Invece, riflettendo sulla situazione afghana, il Papa ha sottolineato che il ritiro si sarebbe potuto organizzato diversamente.

E, portando il discorso su un tema particolare, quale quello del diavolo e delle conseguenze che le sue azioni ha la sulla vita dell’umanità (odi, rancori, divisioni, zizzania e separazione), ha concluso: “Esistono diavoli educati. Io ho terrore di questi diavoli”. E, come risposta a chi gli imputa di eccessive rivoluzioni all’interno della Chiesa con riforme e novità, il Pontefice ha affermato di non avere “inventato nulla”, poiché si è detto fedele soltanto a “quello che hanno detto i cardinali del Conclave”. Pertanto, si è sentito di ribadire che “non c’è nulla inventato da me”. Infine, ha dichiarato di aver scritto ai Vescovi tedeschi, informandosi sul cammino sinodale in corso. Si tratta, sicuramente, di un itinerario innovativo e rivoluzionario, perché un buon numero di fedeli e Vescovi ha chiesto alla Chiesa di Roma una serie di aperture coraggiose e forti, quali il sacerdozio femminile, l’eliminazione del celibato presbiterale, l’”intercomunione” con i luterani, una maggiore trasparenza nelle economie della chiesa e una maggiore sincerità nella gestione dei casi di pedofilia.

A Roma Nulla Osta ricongiungimento familiare con l’Avv. Pitorri Iacopo Maria

Lasciare la propria terra per cercare migliori condizioni di vita in un altro contesto, non è mai facile. Così, allo scopo di conservare e tutelare l’unione della famiglia, tutti i cittadini extracomunitari, legalmente presenti sul territorio di uno Stato, possono godere del ricongiungimento familiare. Nel seguente paragrafo, si potranno trovare le giuste informazioni sull’argomento. Il Ricongiungimento Familiare ricorda l’Avv. Pitorri è un istituto mediante il quale il cittadino extracomunitario, in possesso di un permesso di soggiorno CE per permanenza di lungo periodo o inferiore ad un anno, ottenuto per motivi di studio, lavoro, asilo, familiari, religiosi o per ragioni di protezione sussidiaria, può richiedere l’ingresso dei congiunti che si trovano nel contesto di origine. Continuando con la lettura dell’articolo quindi è possibile sapere come si potrà godere di questo diritto. La pratica del nulla osta per ricongiungimento familiare è da presentare allo Sportello unico per l’immigrazione, che ha sede presso la Prefettura del luogo di residenza. La richiesta si può effettuare unicamente online, mediante il sito internet del Ministero dell’Interno. Il nulla osta per ricongiungimento familiare può essere richiesto per chiedere l’arrivo nel contesto ospitante per le seguenti categorie: coniuge maggiorenne non separato; figli minorenni non sposati, seppur nati al di fuori del matrimonio, se l’altro genitore manifesta il suo consenso; figli maggiorenni a carico che, portatori di una forma di disabilità, non possono sostenersi in modo indipendente; genitori a carico che non abbiano figli nel paese di origine; genitori over 65 gravemente malati e per cui gli altri figli non possono provvedere al sostentamento.

Chances di integrazione per combattere la criminalità

Proprio la diffusa convinzione con la presente trattazione ritiene di poter in buona parte confutare, dimostrando l’esistenza di due differenti “tipi” di criminalità operata dagli extra-comunitari, una delle quali potrebbe essere risolta proprio grazie alle chances di integrazione che sapremo offrire loro. Il percorso che porta a tale conclusione, come si è visto, passa attraverso la scoperta delle cause motrici dell’attuale migrazione che, muovendo da connotati spesso nuovi, è ragione di una certa criminalità ad essa connessa. Se, infatti, tutte le ondate migratorie sono accomunate dalla ricerca, per gli emigranti, di condizioni migliori, quasi sempre le prospettive di lavoro del paese d’approdo hanno costituito lo sprone maggiore. Ciò, tuttavia, appare solo parzialmente vero per la migrazione attuale che sembra, invece, dovuta più che a fattori attrattivi (quali buone possibilità d’impiego), a fattori espulsivi, ossia ad una serie di difficoltà che gli stranieri vivono nella propria terra e che, giunti all’apice della sopportazione, li induce ad emigrare.

Poiché, dunque, l’estrema povertà di molti stati africani ed asiatici, rende assai tristi le condizioni di vita, poiché l’Albania è stata funestata da conflitti interni, poiché l’ex Jugoslavia non si è ancora ripresa dalle miserie dovute alla guerra di pochi anni fa, si è creata una notevole massa di individui che, pur di sfuggire ai problemi sussistenti in patria, è disposta a tentare I’avventura dell’emigrazione anche senza concrete speranze né riferimenti nella terra d’approdo. Forse per la prima volta, in epoca recente, i fattori espulsivi prevalgono nettamente su quelli attrattivi nella determinazione del fenomeno migratorio. Non si può dunque ignorare che una moltitudine di persone che preme sull’Europa senza essere richiesta crei una situazione di diffusa clandestinità. Proprio la mancanza di effettive e preesistenti occasioni di lavoro determina sovente la ricerca di accessi irregolari, anche da parte di soggetti che sono mossi da motivazioni lecite e ampiamente comprensibili. Le ragioni di tale flusso non sono dunque, se non secondariamente, di matrice economico-lavorativa; motore primo delle stesse sembra essere invece l’aspetto politico-demografico. Quest’ultimo aspetto appare la prima causa che induce ad emigrare, mentre l’aspetto lavorativo costituisce, invece, una motivazione sicuramente importante ed inevitabile, ma secondaria. Ebbene proprio tale elemento sembra giustificare, di per sé, gran parte della clandestinità che si riscontra tra gli stranieri entrati in Europa ed in particolare in Italia.

E’ dunque nella causa che spinge oggi all’emigrazione che si deve scorgere la ragione dell’alto tasso di clandestinità, alla formazione della quale concorrono, però anche altri fattori. In particolare, per l’Italia, tali fattori sono costituiti dal facile accesso che la sua conformazione geografica comporta, nonché dalla scarsa capacità legislativa ed esecutiva di fronteggiare il problema, solo di recente opportunamente affrontato con la legge 40/98. Né si può ignorare, comunque, quale elemento d’attrazione, la globale prosperità economica del nostro paese che per il grado di civiltà e di industrializzazione rappresenta senz’altro una meta allettante. Tra gli immigrati si scorgono madri con neonati chiedere elemosina per la strada, venditori abusivi di sigarette, giovani dal volto “sospetto” creare tanto timore negli indigeni impreparati ad una così rilevante circolazione di stranieri, di clandestini, che facilmente nella mente della collettività vengono associati al furto avvenuto nel proprio quartiere.

Story-telling del fenomeno migratorio 

Il fenomeno migratorio con le sue molteplici connotazioni si configura come un elemento costante nella storia delle popolazioni, periodicamente attratte dalle opportunità di vita che terre diverse da quella d’origine sembrano offrire loro. Una realtà ciclica che si rinnova nel tempo, miscelando aspetti comuni ad ogni flusso ed aspetti assolutamente peculiari che differenziano la migrazione in atto dalle precedenti. Ebbene, nella presente intervista si è cercato di esaminare proprio le caratteristiche del flusso migratorio che sta attualmente investendo l’Italia, trasformandola da paese tradizionalmente d’esodo in paese d’approdo. La portata del fenomeno, la sostanziale impreparazione a recepirlo, le infinite ripercussioni che esso produce nella nostra terra rendono il tçma di particolare interesse e complessità; ecco perché si è cercato di esaminarlo nell’ambito di varie prospettive d’indagine, ma soprattutto di ordine criminologico, tenendo come imprescindibile riferimento il rapporto tra immigrati, clandestinità e crimine. E’ in quest’ottica, infatti, che si è provato a comprendere quali siano le motivazioni più vere e profonde che inducono un gran numero di stranieri a fare dell’Italia la propria meta, distinguendo fattori espulsivi ed attrattivi, i quali evidenziano i tratti salienti dell’attuale ondata e dell’alto tasso di clandestinità che la caratterizza.

RASSEGNA STAMPA AVVOCATO PITORRI ROMA:

https://networkdinews.wordpress.com/2021/08/05/avv-pitorri-no-alle-fake-news-e-ai-pregiudizi-sullimmigrazione/

https://ilvolontariato.altervista.org/avvocato-pitorri-storie-di-immigrati-e-integrazione-in-italia/

http://bloginvestimentisicuri.altervista.org/storie-successo-del-web-avvocato-iacopo-maria-pitorri-immigrazione/

http://finanzaimmobiliari.altervista.org/avvocato-pitorri-la-sfida-dellimmigrazione-passa-anche-web/

https://blognewsdalweb.blogspot.com/2021/08/avvocato-pitorri-roma-storie-di-asilo.html

https://sites.google.com/site/kaffeweb366/nasce-la-nuova-collaborazione-con-permessidisoggiorno-com-dellavvocato-iac

https://permessidisoggiorno.com/2021/08/05/convenzione-di-ginevra-e-status-di-rifugiato/

https://www.lascienzainrete.it/avvocato-pitorri-lintegrazione-e-un-bene-ascoltate-le-storie-di-questi-immigrati/

http://itacanews.it/limmigrazione-vista-dagli-occhi-degli-immigrati-631

http://www.premioimpattozero.it/avvocato-pitorri-limportanza-di-internet-nella-comunicazione-sociale-per-immigrati-1242/

http://www.dolcementepisa.it/sfatiamo-questi-luoghi-comuni-sui-rifugiati-474/

https://www.topricerche.it/avvocato-pitorri-accettiamo-la-sfida-dellimmigrazione-1069

http://www.iwebmaster.it/alcune-bellissime-storie-di-immigrati-con-lavvocato-iacopo-maria-pitorri-565

https://www.idoru.it/avvocato-pitorri-aiutare-gli-immigrati-oggi/

https://webnewsblog.altervista.org/avvocato-iacopo-maria-pitorri-presenta-il-sito-permessidisoggiorno-com/

https://imetspa.it/2021/07/22/lavv-pitorri-a-roma-per-la-cittadinanza-italiana/

https://noblackfriday.wordpress.com/2021/07/22/lavv-pitorri-a-roma-per-la-cittadinanza-italiana/

https://musicaclassica.altervista.org/le-intuizioni-dellavvocato-pitorri-a-roma/

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Mgr Massimo Palombella a Milano: “lo volevano a Londra e a New York”

Parla Borgonovo “Ho voluto io il neodirettore” – “Massimo Palombella è un’eccellenza, lo volevano a Londra e New York. Il resto sono chiacchiere…”. La difesa dell’arciprete del Duomo, Gianantonio Borgonovo, sulla scelta del nuovo direttore della Cappella musicale, ex Sistina: “I presunti maltrattamenti sono solo piccoli episodi che accadono nel mondo della musica“. Domenica alla messa delle 11, in Duomo, la Cappella musicale del Duomo avrà due direttori: quello uscente, don Claudio Burgio che lascia i suoi 55 cantori dopo 14 anni e monsignor Massimo Palombella, che li ha conosciuti il 14 settembre scorso. Il nuovo direttore del coro, tuttavia, arriva dal coro della Sistina di Roma preceduto da voci, polemiche, veleni e domande innescate da un’inchiesta per peculato, truffa e riciclaggio e da interrogativi sui suoi metodi ruvidi con i coristi, soprattutto i più giovani. A nominarlo, anzi a cercarlo e a volerlo alla guida della Cappella musicale del Duomo è stato monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete della cattedrale, che non si sottrae dalla sua responsabilità e argomenta la decisione, presentata in luglio al consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo.

Monsignor Borgonovo, come è nata questa scelta per la guida del coro del Duomo?Dopo 14 anni era tempo di un avvicendamento per don Claudio Burgio, peraltro felice di potersi concentrare sui ragazzi del Beccaria e sui giovani fragili di Milano. Era un tema aperto già da qualche tempo e proprio in quel momento è maturata l’opportunità di avere con noi monsignor Palombella, che si era dimesso – perché non è vero che sia stato mandato via – dalla Cappella Sistina”. Perchè proprio lui? “Stiamo parlando di un’eccellenza riconosciuta universalmente. Doveva andare a New York ma è esplosa la pandemia, doveva andare a Londra, a Westminster, ma la Brexit ha bloccato tutto. Quindi sono stato io ad andare a cercarlo e poi a presentarlo al consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo in luglio, ben sapendo che in rete erano circolate voci a suo discapito“.

Non solo chiacchiere, monsignore, ci sono risultanze di indagini….Io per primo ero interessato e ho voluto verificare tutto ciò che circola in rete risalendo alle fonti autentiche”. E cosa ha scoperto? “Io non ho evidenze di provvedimenti ostativi. Tanto per cominciare, non è stato mandato via dalla Cappella Sistina ma si è dimesso lui dopo quasi dieci anni, a scadenza di contratto. Poi ho avuto rassicurazioni sul fatto che l’ammanco economico non è una sua colpa e che i presunti maltrattamenti ai coristi non sarebbero altro che piccoli episodi che si verificano quotidianamente nel mondo della musica: succede che durante le prove un direttore perda la pazienza all’ennesimo errore e magari butti giù il leggio“.

Tuttavia anche nella Curia di Milano, c’era qualche perplessità…La responsabilità di questa scelta, per statuto, spettava a me e me la assumo. C’era l’opportunità per portare in Duomo una figura adatta alla rifondazione della Cappella musicale e io, dopo aver verificato quanto circolava, ho informato il consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo. C’erano altre candidature, sono state fatte molte valutazioni. E’ come se fosse stato condotto un concorso latente. Provate a consultare le istituzioni musicali milanesi a proposito del direttore Palombella, sentite cosa vi diranno“.

Ma non sente il bisogno di rassicurare i familiari dei 35 giovani coristi? “Ma no, stiamo semplicemente parlando di un carattere forte, tipico di una persona che sa prendere anche decisioni difficili. Solo che la denigrazione, grazie alla rete, è diventata molto facile. Però basta fare una buona critica delle fonti per risalire a una verità attendibile: chi ha detto certe cose? E perchè?” Qual è il contributo artistico che ci si attenda dalla direzione di monsignor Palombella? “Ci vorrà del tempo, ma tra le idee già discusse c’è quella di portare il coro del Duomo a una formulazione vocale tipica della polifonia rinascimentale“.

La Cappella musicale è comporta solo da uomini, adulti e bambini. E le donne?Dal 1402, per tradizione, non ne fanno parte, ma ci saranno altre realtà musicali che coinvolgeranno ragazze e donne

ALLELUIA ED ALTRE OPERE – Mons. Massimo Palombella i CD e le opere migliori

“O Crux Benedicta” è uno degli album più belli appartenenti alla discografia di Massimo Palombella. La discografia: Negli anni della sua vita sono numerose le occasioni che lo hanno visto affiancare celebrazioni importanti e momenti importanti della vita religiosa, senza mai tralasciare il suo amore per la musica che lo ha portato ad incidere ben 12 CD/DVD all’interno dei quali è possibile ascoltare alcuni dei concerti eseguiti dal Coro e dall’Orchestra. Tra questi troviamo appunto “O Crux Benedicta”.

“O Crux Benedicta” La Cappella Musicale Pontificia Sistina è una delle forme corali più antiche del mondo che negli anni e nel corso della storia ha accompagnato la Liturgia Papale in tutte le sue riforme e in tutto il suo percorso. Negli anni è stato raccolto un immenso repertorio che la vede protagonista e che è conservato all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana. O Crux Benedicta è un CD che nasce da una scrupolosa ricerca e da esecuzioni di altissimo livello, con un’acustica unica al mondo. Al suo interno troviamo 22 brani che raccontano le Celebrazioni Papali e la loro prassi musicale nella storia.

Monsignor Massimo Palombella nasce a Torino il 25 dicembre del 1967 ed è un presbitero. È conosciuto in tutto il mondo per aver creato il Coro dei Conservatori di Musica Italiana ed aver ricoperto il ruolo di Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina. Oggi è dal 14 settembre 2021 direttore della Cappella musicale del Duomo di Milano. Il percorso all’interno degli ambienti religiosi per Massimo Palombella inizia fin da giovanissimo, infatti si avvicina a questo panorama già nelle scuole, frequentando le scuole salesiane del Colle Don Bosco ed entrando nella Congregazione Salesiana. I suoi percorsi di studi proseguono in questa direzione e una volta terminati gli studi di Filosofia e Teologia ma anche quelli di Composizione Musica inizia ad insegnare. Nel 1996 diventa di fatti insegnante di Teologia all’Università Pontificia Salesiana e docente di Linguaggi della Musica presso la Sapienza di Roma. Religione e Musica lo hanno accompagnato tutta la vita fino a portarlo appunto a creare un coro formato dai migliori cantatori universitari, iniziativa piaciuta al Ministero dell’Istruzione che decide nel 2004 di appoggiare Monsignore in questo percorso e di conferirgli il ruolo di responsabili dell’Orchestra e del Coro dei Conservatori di Musica Italiana. Dopo questo incarico arriva invece quello di Papa Benedetto XVI che lo nomina Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina fino al 2019, anno in cui lui stesso chiede al Pontefice Papa Francesco di poter lasciare la posizione. 

L’intervista integrale sul Corriere della Sera – Edizione di Milano – 18 settembre 2021:

 

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