Le Chiese più belle di Milano

Milano è una delle città più visitate e conosciute, meta ogni anno di un importante numero di visitatori e turisti. Milano richiama alla mente soprattutto la moda e l’economia, ma è sede di bellezze storico – artistiche, conosciute e meno conosciute, meritevoli di essere visitate. Infatti, il capoluogo lombardo ospita anche molte chiese, ricche di storia, cultura e di tesori, meritevoli di essere conosciute e visitate, e chi più di chi ci vive e ci lavora da anni come consulente può confermarlo. 

Al primo posto nel cuore dei milanesi, come ci conferma anche il consulente di Milano Bruno Mafrici nel suo blog, ma anche dei molti turisti che giungono nel capoluogo lombardo, vi è sicuramente il Duomo. Le guglie in stile tardo gotico e la Madonnina dorata sono, di certo, il simbolo per eccellenza della città. Considerata la seconda chiesa più grande d’Italia dopo San Pietro a Roma con i suoi 11700 metri quadrati di superficie, il Duomo si trova nella piazza che porta lo stesso nome. Gli esterni dell’edificio sono stati edificati con il marmo bianco-rosato di Candoglia, mentre gli interni presentano una caratteristica particolare. Infatti, sono costituiti da alte schiere di 52 pilastri polistili, in grado di dividere l’ambiente in 5 navate, racchiude in volte costolonate. Oltre alla cattedrale, il visitatore potrà accedere anche alle sue terrazze, ammirando poi la zona archeologica ed il museo.

Definita la seconda Chiesa di Milano per tradizione e per la sua datazione storica, la Basilica di Sant’Ambrogio è il centro della cristianità ambrosiana ed è una delle cinque chiese consacrate dal Vescovo Ambrogio. Dopo numerosi interventi di rifacimento, la Basilica di Sant’Ambrogio è stata in parte ricostruita in stile romanico nell’XI, senza perdere i caratteri tardo – romani e paleocristiani delle versioni precedenti. La Basilica di Sant’Ambrogio presenta un’architettura particolare; affianca il quadriportico ai due campanili, mentre la cappella di San Vittore in Ciel d’Oro ed il suo mosaico del V secolo rappresentano una delle attrattive più importanti dell’intero edificio.

Situata, invece, nel quartiere di San Vittore, la basilica di Santa Maria delle Grazie presenta un’architettura tardogotica. La Basilica è stata edificata tra il 1463 e il 1482, seppur la caratteristica tribuna rinascimentale risale al 1492. Realizzata probabilmente dal Brunelleschi, la tribuna è diventata il mausoleo della famiglia di Ludovico il Moro, al tempo duca di Milano. La Basilica di Santa Maria delle Grazie presenta numerose cappelle, vasti interni ed il refettorio del convento, che ospita L’ultima Cena di Leonardo da Vinci.

Nel blog dell’imprenditore Bruno Mafrici leggiamo inoltre un interessante approfondimento su quella che è considerata un piccolo tesoro dell’arte sacra milanese, la Basilica di Sant’Eufemia. Essa è molto antica, poiché le sue origini risalgono al 472, seppur con gli anni sia stata sottoposta a molteplici rinnovamenti. Essa presenta un piccolo portico a tre arcate, arricchito da un prezioso mosaico, e da interni in stile neogotico, impreziositi da marmi di diversi colori. Inoltre, la Basilica ha un’ottima acustica, tanto che negli anni ‘50 Maria Callas vi registrò alcune opere liriche.

Tra le chiese più belle di Milano non si può non annoverare anche Santa Maria presso San Satiro. Essa è situata nelle vicinanze del Duomo e la sua attrattiva principale risiede soprattutto nel finto coro in stucco dipinto. Quest’opera fu progettata dal Bramante, visto che l’abside presentava una scarsa profondità, dando vita a giochi di prospettiva davvero caratteristici, in grado di diventare il simbolo della pittura italiana rinascimentale. Inoltre, sull’altare maggiore è possibile trovare il dipinto della Madonna con Bambino, che è il simbolo religioso più importante ed è il cuore dell’edificio. Un’altra Basilica, anch’essa tra le più antiche di Milano e annoverata tra le più belle Chiese del capoluogo lombardo, è quella dedicata a San Lorenzo Maggiore, edificio paleocristiano, risalente ad un periodo precedente al VI secolo. Gli esterni della Basilica sono realizzati in diversi stili e materiali; il punto forte dell’edificio sono le sedici colonne di marmo di epoca romana, conosciute come le Colonne di San Lorenzo, che accolgono i visitatori all’ingresso della basilica. Le quattro torri in cotto all’esterno e le quattro cappelle principali all’interno con i suoi mosaici sono le attrattive più importanti della Chiesa.

Anche la Chiesa di San Marco è considerata tra le più belle di Milano. Inoltre, la popolazione è molto legata a questo edificio religioso, poiché la leggenda narra come esso sia stato edificato intorno alla metà del ‘200 per esprimere gratitudine e riconoscenza alla città di Venezia (il cui patrono è proprio San Marco) per il sostegno assicurato a Milano durante la battaglia contro Federico Barbarossa. Dalla preziosa facciata neogotica, la chiesa di San Marco offre interni riccamente decorati ed opere d’arte di immenso valore. Il turista che passeggia per le vie di Milano, poi, non può non fare un salto presso la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Considerata la “Cappella Sistina” della Lombardia, poiché offre uno dei cicli di affreschi lombardi più conosciuti e ricchi del XVI secolo, la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore ospita le superfici interne dipinte da preziosi ed eleganti affreschi del ‘500. Anche La Chiesa di Santa Maria della Passione rientra tra le Chiese più belle, oltre artisticamente più significative del capoluogo lombardo. La sua progettazione fu messa a punto nel XV secolo, ma sono stati tanti gli interventi che si sono succeduti nel tempo, tanto che la struttura attuale fu terminata solo nel XVIII. Ritenuta una dei più rappresentativi capolavori tardo Rinascimento milanese, Santa Maria della Passione, situata nelle vicinanze del Conservatorio Giuseppe Verdi, è anche una galleria d’arte perché, all’interno delle cappelle, ci sono molti dipinti ed affreschi. Infine, l’ultimo edificio religioso che è possibile annoverare come tra le Chiese più belle di Milano è un Santuario, quello dedicato a Santa Maria dei Miracoli presso San Celso. L’ingresso all’edificio è anticipato da un quadriportico di inizio ‘500, mentre la facciata di arte manierista è realizzata in marmo di Carrara. L’interno, a croce latina, segue uno stile rinascimentale, con qualche tocco di barocco. La particolare cupola ottagonale del Dolcebono, si accompagna alle preziose decorazioni pittoriche e agli affreschi delle cappelle. 

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Coronavirus: medici in ferie forzate, con lockdown a rischio indennizzo C&P: “I nostri legali a lavoro per tutelare un diritto sancito dalla Corte Suprema”

Ai medici non direttamente coinvolti nell’emergenza Covid-19, il lockdown può essergli costato tempo e denaro. “Costretti” dal datore di lavoro a prendere ferie pregresse forzate, non avranno alcun diritto all’indennizzo per “ferie non godute” riconosciuto qualche settimana fa da una sentenza della Corte Suprema. A denunciare questa situazione sono i legali di Consulcesi & Partners, secondo i quali si è venuto a creare un potenziale paradosso. “Questa situazione da un lato determina un periodo di forzoso riposo neppure equiparabile ai benefici previsti in caso di libera fruizione delle ferie e, dall’altro, viene ad incidere sul potenziale diritto di richiedere la monetizzazione per le ferie pregresse non potute godere in passato per responsabilità dell’azienda”, spiegano i legali.

 A inizio luglio la Corte di Cassazione si è pronunciata con una sentenza storica per i professionisti sanitari. A seguito dell’ordinanza n. 13613 pubblicata il 2 luglio scorso, i giudici hanno riconosciuto ai medici il rimborso economico per le ferie non godute, non per scelta del professionista, fornendo così un’interpretazione della normativa interna sempre più conforme alle direttive europee in materia. “Con questa sentenza –  commenta Consulcesi & Partners – viene riconosciuto un diritto fondamentale. Oggi, infatti, è possibile richiedere il risarcimento del pregiudizio patito dal medico ogni qual volta sia dimostrato che non abbia potuto usufruire del previsto periodo di ferie, per motivi estranei alla sua condotta e quindi imputabili all’amministrazione. Il diritto all’indennità sostitutiva potrà essere reclamato soltanto al termine del suo rapporto di lavoro, dimostrando di non averne potuto godere per motivi tutti riconducibili ad esigenze aziendali, ovvero a carenze organizzative che ne hanno impedito l’agevole fruizione”.

 L’emergenza Covid-19 rischia di vanificare questo importante risultato. Molte aziende sanitarie, infatti, hanno dovuto utilizzare lo strumento delle ferie forzate per ovviare al periodo di blocco delle attività imposto a causa della pandemia. Questo nonostante, in linea di principio, nessuna norma autorizzerebbe il datore di lavoro a collocare in ferie il lavoratore in deroga alle previsioni stabilite dai CCNL di riferimento. Il diritto irrinunciabile alle ferie è garantito dall’art. 36 co. 3 della nostra Costituzione e peraltro emerge anche nella Direttiva 2003/88/CEE, del 4 novembre 2003.

 Su questo non dovrebbero esserci deroghe. Neanche l’emergenza coronavirus può essere considerata come un’eccezione alla regola generale, nemmeno con il DPCM del 08.03.2020, il quale ha stabilito che qualora non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni possono utilizzare vari strumenti per “giustificare” l’assenza, tra i quali il ricorso alle ferie pregresse. Secondo i legali di C&P, anche se è comprensibile che molte strutture sanitarie abbiamo optato per le ferie forzate per preservare lo stipendio del lavoratore, questo ha però danneggiato ulteriormente il medico nei suoi diritti “Così facendo non solo il dipendente è stato posto in riposo forzato che, è bene ricordarlo, è cosa ben diversa dalle ferie, ma rischia di veder compromesso il potenziale diritto a ottenere la monetizzazione delle ferie non godute in caso di cessazione del rapporto di lavoro”, dicono i legali. 

La questione delle ferie forzate durante il fermo per Covid-19 è controversa e C&P sta analizzando la situazione per poter essere sempre al fianco dei medici e sostenerli nell’esercizio della loro professione. Per ottenere più informazioni è possibile rivolgersi a Consulcesi & Partners che risponde al numero verde 800.122.777 o sul sito www.consulcesiandpartners.it.

Ufficio stampa Consulcesi Cell: 380 46 48 501

Pitorri Edizioni: Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso

L’Avv. Iacopo Maria Pitorri del Foro di Roma edita il libro “Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso”, opera inedita giovanile scritta dal padre Giacomo, oggi disponibile sul web in edizione digitale e cartacea. All’interno del libro leggiamo un’analisi della giustizia come valore universale e cardinale partendo dai criteri e dai concetti espressi nella bibliografia di San Tommaso.

“Uno dei problemi centrali del travaglio spirituale dell’uomo è stato ed è tutt’ora il problema della giustizia. Si può dire che ogni sua definizione abbia sempre suscitato insoddisfazioni intellettuali e di carattere psicologico, al punto di fare pensare che forse una definitiva visione dell’idea di giustizia non è possibile. Ma una simile conclusione non è di per sé scettica.” Comincia così il libro scritto da Giacomo Pitorri, dal titolo “Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso”, pubblicato in luglio 2020 grazie ad una edizione digitale curata dal figlio Iacopo Maria Pitorri. Editore di Pitorri Edizioni e già curatore di una prima collana di tre libri dai titoli “Carta Blu Permessi di Soggiorno nell’Unione Europea”, “Nulla Osta Ricongiungimento Familiare”, “Sanatoria sulla Regolarizzazione degli Immigrati”, Iacopo Maria Pitorri è un Avvocato del foro di Roma molto attivo nella divulgazione di opere in materia di diritto dell’immigrazione. L’Avv. Pitorri di Roma  ha voluto dedicare la riedizione dell’opera giovanile del padre Giacomo, cui lo legano forti sentimenti di amore filiale e di stima.

Il libro di Giacomo Pitorri analizza dapprima una posizione del problema (vedasi infatti i titoli dei paragrafi del primo capitolo del libro: La giustizia come valore universale, Funzione e criterio di desunzione della giustizia – concetto universale, Giustizia universale e diritto naturale, Contributi pretomistici alla chiarificazione del concetto di giustizia, Considerazioni sui rapporti dell’opera di San Tommaso con quella di Aristotele, Metodo di interpretazione del tomismo, Schema della nostra trattazione sul pensiero), si concentra poi sulle virtù cardinali della giustizia, questo, in particolare, nel Capitolo 2 dell’opera (La giustizia è una virtù, La giustizia in quanto virtù cardinale, Requisiti della giustizia – virtù cardinale, Giustizia geometrica e giustizia aritmetica, Considerazioni, Il soggetto della giustizia – virtù cardinale, La materia della giustizia particolare, Corollario, Contrappassum, Gerarchia delle virtù cardinali, Conclusione). Nella parte conclusiva del libro di Giacomo Pitorri “Il Concetto di Giustizia Secondo San Tommaso” si approfondiscono i rapporti tra giustizia legale e legge (vedasi i paragrafi: La legge, Le leggi e la giustizia legale), quindi la giustizia legale come virtù (Giustizia legale e bene comune, I beni comuni, La giustizia legale è virtù generale e speciale – Natura del rapporto tra la giustizia legale e le altre virtù, chi sono i soggetti della giustizia legale, La giustizia legale non è parte della giustizia – virtù cardinale).

Vi segnaliamo alcuni link utili per accedere alle pubblicazioni dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri, ed anche per contattare l’Avvocato Pitorri attraverso le sue numerose pagine web e canali social dove lo trovate disponibile insieme al team:

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A Mosca Cieca film di Romano Scavolini

Prodotto interamente in Italia, A Mosca Cieca è un film conosciuto anche con il titolo di Ricordati di Haron. La trama di A Mosca Cieca è scarna ed essenziale, per scelta del regista, Romano Scavolini, am presenta una particolare caratteristica. Spesso le immagini e le scene non si succedono secondo un rigoroso ordine cronologico, riportando alla mente la tecnica del flusso di coscienza (tecnica narrativa che riporta i pensieri di una persona così come appaiono nella mente) di Leopold Bloom nell’Ulisse di James Joyce; l’idea dell’omicidio commesso quasi senza consapevolezza richiama l’opera Lo straniero di Albert Camus.

La storia di A Mosca Cieca da vedere in questo archivio di film completi italiano in streaming ha inizio mentre due giovani amici, i protagonisti, che trascorrono qualche ora di spensieratezza nei campi di periferia della città. L’uomo con gli occhiali ha una storia con una donna sposata e, mentre gira distratto per la città, la sua attenzione viene catturata da un’auto parcheggiata in una piazza. L’automobile ha la serratura aperta e dentro vi è una pistola. Da quel momento, l’uomo è ossessionato dall’idea di usare la rivoltella. La questione della pistola lo ha così assorbito che arriva a cacciare in malo modo l’amante e a dibattere con un signore anziano sulla terrazza di un locale pubblico. Così, si dirige presso un luna park, sale sulle giostre e inizia ad esercitarsi in uno strano tiro a segno. Dopo aver rivelato ad un amico del rinvenimento della pistola, sceglie di usare l’arma, sparando ad un uomo scelto a caso tra la folla che esce dallo stadio dopo una partita di calcio. Infine, scapperà facendo perdere le proprie tracce.

Le riprese del film sono state effettuate nella Capitale. Infatti, guardando attentamente la pellicola, è possibile riconoscere: Piazza Venezia, il luogo in cui il protagonista trova l’automobile con la serratura aperta e che contiene la pistola; lo Stadio Olimpico; il lungotevere, percorso dal protagonista per la fuga finale. Una particolarità di A Mosca Cieca è rinvenibile alla fine del film dove, con una telecamera amatoriale vengono effettuate alcune riprese, in cui si riconoscono  l’attrice Laura Troschel ed il marito Pippo Franco durante il viaggio di nozze. 

Le risorse per le riprese del film ammontarono a 6 milioni di lire. In realtà, la versione iniziale del film constava di 6 ore di riprese e il regista, Romano Scavolini, non era d’accordo con la diffusione e la distribuzione della pellicola. L’intervento del poeta Giuseppe Ungaretti, che aveva visionato il materiale in forma privata, si rivelò decisivo, perché proprio quest’ultimo convinse il regista a ridurre le riprese ad una durata normale e a diffondere il film. Inizialmente, il film fu censurato. La motivazione fu addebitata ad una fugace apparizione del seno nudo di Laura Troschel, ma il vero perché è stato un altro: la mancanza di una condanna morale per il gesto dell’assassino. La copia originale fu sequestrata e fu distribuita una pellicola di durata temporale inferiore, con un titolo diverso, Ricordati di Haron, prima di essere presentata ai festival cinematografici all’estero. Il film trovò il consenso dei registi Joris Ivens e Jean-Luc Godard. 

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Cosa sono i pannelli solari fotovoltaici

I pannelli solari fotovoltaici, come quelli utilizzati dall’azienda Green Energy Ambiente e Tecnologie di Leo Marino Benedettini, sono visibili sui tetti di molte case, ma cosa sono e soprattutto come funzionano? Il pannello solare fotovoltaico sfrutta l’energia proveniente dal sole per produrre energia elettrica e ridurre così la bolletta della luce. L’energia elettrica può essere immessa nella rete in modo che non vada dispersa se non utilizzata. Un pannello fotovoltaico è composto da più moduli fotovoltaici assemblati in una struttura comune. A loro volta i moduli sono formati da più celle fotovoltaiche. Più pannelli fotovoltaici uniti tra loro formano una stringa fotovoltaica e l’insieme di più stringhe costituisce un generatore di corrente. I pannelli solari fotovoltaici sono dispositivi che generano corrente grazie all’effetto fotovoltaico (conversione dell’energia solare in energia termica). La corrente prodotta è in grado di alimentare tutti i dispositivi elettrici. Il pannello solare in sostanza costituisce un generatore di corrente. La corrente prodotta per non essere dispersa andrebbe utilizzata al momento, se questo non fosse possibile esistono due metodi per evitare di disperderla: il primo metodo è quello di immettere la corrente prodotta dall’impianto fotovoltaico nella rete di casa, dove verrà consumata e prelevata da chi effettivamente ne avrà bisogno; il secondo metodo prevede di stoccare la corrente prodotta dall’impianto in delle batterie che verrà consumata solo in un secondo momento. 

Come cambia il rendimento in base alle stagioni? La resa dei pannelli è maggiore nelle giornate di sole con temperature più basse (vedi sempre Leo Marino Benedettini). Per quanto riguarda la stagione estiva bisogna tenere a mente che i moduli funzionano bene al di sotto dei 25°C, temperature superiori andrebbero a surriscaldare il pannello, riducendone drasticamente il rendimento.

Di che materiale sono fatti? Il materiale più utilizzato per la realizzazione dei pannelli fotovoltaici è il silicio. Attualmente esistono vari tipi di pannelli fotovoltaici: Il pannello monocristallino, più efficiente e meno ingombrante del policristallino, è costituito da celle in silicio puro mentre le celle del pannello policristallino sono formate dalla rifusione di schede elettroniche e scarti di silicio. I pannelli fotovoltaici amorfi sono più economici dei precedenti e, pur avendo rendimenti leggermente più bassi, costituiscono un’eccellente soluzione per chi desidera sfruttare i vantaggi del fotovoltaico contenendo i costi. Secondo alcune ricerche e test condotti dall’Enea, è stato verificato che i pannelli fotovoltaici durano in media circa 22 anni. Il tasso di degradazione annuo dei moduli, in termini di efficienza, è di circa 0,4%. Le procedure di smaltimento dei pannelli solari sono tutt’altro che complesse o particolarmente costose e, per risolvere il problema, si può anche far ricorso a una delle diverse associazioni che ritirano gratuitamente e successivamente riciclano i pannelli.

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Panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020

Cosa fare a Torino ?Torino è sicuramente un punto di riferimento in campo enogastronomici tra i più importanti in Italia e nel mondo. Non a caso, la panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020 ci rimanda alla perfezione questa immagine. La bella stagione a Torino è sinonimo soprattutto di grandi eventi che mettono in luce quelle che sono le eccellenze culinarie del territorio. Come il Turin Coffee (opportunità di incontro o evento di networking Torino), che il 6 e 7 giugno 2020 offre ai visitatori una interessantissima panoramica di quella che è la filiera di eccellenza della Regione Piemonte: il caffè, per l’appunto. Un festival quindi interamente dedicato a questa bevanda che identifica l’italianità nel mondo: le piazze più belle del capoluogo piemontese, così come alcuni dei luoghi più suggestivi della città, si riempiono di occasioni di degustazione, ma anche di laboratori didattici dove imparare a riconoscere le varie fasi di produzione e le loro differenti metodologie di preparazione. I visitatori potranno così immergersi non solo nella cultura della città: il TO Coffee è una buona occasione per riscoprire le più importanti torrefazioni, i laboratori artigianali, le scuole sul caffè e i musei dedicati alla bevanda più amata dagli italiani. Ma la panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020 non finisce certo qui! Il capoluogo piemontese offre altri diversi altri eventi enogastronomici di una certa rilevanza: tra questi vi è Terra Madre Salone del Gusto, manifestazione che si terrà a ottobre 2020. Come suggerisce magistralmente il nome stesso, si tratta di evento che si focalizza sulla conoscenza delle eccellenze in fatto di prodotti alimentari sani e naturali. Si terrà negli spazi del Lingotto Fiere e i visitatori avranno la possibilità non solo di visitare i vari stand e conoscere i prodotti che essi propongono, ma anche di portarsi a casa un’esperienza unica. A regalare queste emozioni sarà Slow Food, che propone ai visitatori dei pacchetti per compiere dei percorsi guidati e divertenti alla scoperta di Terra Madre. Percorsi che avranno ognuno un filo conduttore (come ad esempio ‘le spezie e il loro utilizzo’, oppure ‘la scoperta dei cibi fermentati’, o ancora ‘le mani in pasta’). Una maniera inedita e creativa per avvicinare gli appassionati e non alla scoperta di tutto ciò che ruota intorno a ciò che mettiamo nelle nostre tavole. Infine, nella panoramica eventi Torino Primavera Estate 2020, non poteva certo mancare una manifestazione legata al cioccolato artigianale, prodotto che da sempre caratterizza la città e il Piemonte. Ecco quindi Cioccolatò 2020, l’evento più famoso d’Italia che mette in mostra l’arte del fare il cioccolato: la sua storia, la tradizione, la conoscenza degli ingredienti e naturalmente i più grandi maestri cioccolatieri che offrono i prodotti della loro sapiente arte. 

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A Roma Alessio Del Vecchio ADV 2010

Ci è l’imprenditore romano Alessio Del Vecchio, considerato uno dei maggiori professionisti specializzati in GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e marketing rivolto ai centri commerciali? Con la sua azienda, la ADV 20.10 srl con sede principale a Roma Alessio Del Vecchio pone tutta la sua esperienza al servizio dei clienti, offrendo una vastissima gamma di servizi imprescindibili per chiunque operi nel settore della produzione. Andiamo innanzitutto a chiarire meglio cos’è la GDO e in che maniera è indispensabile per le aziende. Avete un’azienda ma non sapete come far arrivare i vostri prodotti nei supermercati? O magari non avete nemmeno idea di quale sia la distribuzione migliore per il vostro prodotto? Vendere al dettaglio presso le grandi catene di distribuzione, è un’operazione delicata e complicata, ci ricorda Alessio Del Vecchio. Per comprendere ancora meglio l’argomento, ecco un breve schema di come vengono suddivisi gli esercizi commerciali ai fini della GDO: si parla di quattro tipologie in particolare, che tengono conto di diversi fattori tra cui la dimensione del supermercato (quindi i metri quadri sui quali si estende), l’ampiezza (cioè il numero di prodotti che può contenere), e la profondità (cioè il numero di referenze per ogni prodotto). In base a questo tipo di classificazione, si possono distinguere ed individuare:
– Supermercati (esercizi commerciali che offrono una superficie di vendita superiore ai 400 mq)
– Ipermercati (quegli esercizi commerciali che si estendono su una superficie di vendita superiore ai 2500 mq)
– Discount (esercizi commerciali che offrono una superficie di vendita che va dai 200 ai 1000mq, ma al tempo stesso possono contenere una limitata gamma di prodotti)
– Libero servizio (con una superficie di vendita che si estende tra i 200 e i 400 mq)
La ADV 20.10 srl di Alessio Del Vecchio quindi, è una società che promuove la formazione del personale ed il confronto strategico tra le imprese sia pubbliche che private, impegnandosi ad offrire servizi di vendita al dettaglio attraverso catene di intermediari di differente natura. La priorità è il miglioramento dei processi gestionali, non solo nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO), ma anche nella piccola e media distribuzione. Sotto quest’ottica, la ADV 20.10 srl di Alessio Del Vecchio si propone di diventare partner strategico nel settore della GDO per tutte le aziende che già operano in questo reparto, soprattutto nei rami del marketing e della pubblicità a carattere commerciale. La tattica migliore per fare marketing per i centri commerciali ed i super mercati è quella del marketing cooperativo. Le piattaforme commerciali attive nel campo della GDO, infatti, alimentano l’interesse dei consumatori verso le aziende produttrici grazie ai loro canali off-line e on-line.

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